Il commento Un patrimonio da non sperperare Serve il marketing giusto

(...)anche se l'encomiabile buona volontà dell'assessore Terzi qualche frutto lo comincia a dare. E' tutto vero, purtroppo. Ciononostante, come potete leggere nell'articolo di Sabrina Cottone, stando a uno studio della Camera di Commercio, Milano mantiene intatto il suo fascino agli occhi della gente e dei turisti. Meglio, più che Milano come città, mantengono inalterato il loro appeal i simboli di Milano: la Madonnina, al primo posto (seconda in Italia soltanto al Colosseo) vale, secondo questa ricerca, 82 miliardi di euro; poi viene lo stadio Meazza, che ne vale 30 (non a caso il suo museo è stato il più visitato all'inizio dell'estate); al terzo posto la Scala, cui è stato attribuito un valore di 27 miliardi e che, a nostro giudizio, ne potrebbe valere molti di più se fosse più semplice riuscire ad entrarci anche se non si è abbonati.
In questa classifica si è inserito anche l'Expo 2015 il cui fascino è stato valutato 60 miliardi: pensate quanto potrebbe valere se, negli ultimi due anni, invece di litigare e discutere chi è preposto all'organizzazione di questo evento si fosse dedicato esclusivamente alla sua attuazione!
Comunque, per non essere accusati di disfattismo, prendiamo il bello e il buono che arrivano da questo studio della Camera di Commercio. Cioè che Milano, con i suoi simboli tradizionali e l'aggiunta di Expo, ha una potenzialità turistica enorme che con un calcolo sommario sfiora i 400 miliardi, una ventina di manovre correttive, tanto per dare un’unità di misura. Ma che per essere espressa fino in fondo avrebbe bisogno soltanto di un po' di marketing. Dal museo di Brera alla Chiesa di San Maurizio, dalla Cappella Portinari alla Pinacoteca Ambrosiana, a musei, quasi unici nella loro peculiarità, come il Poldi Pezzoli e il Bagatti Valsecchi. E, sicuramente, potrebbero e dovrebbero essere sfruttate meglio le potenzialità del Cenacolo di Leonardo, del Castello Sforzesco, di chiese come Santa Maria delle Grazie e Sant'Ambrogio. E perché no, di due pietre miliari dell'architettura moderna, come il Pirellone e la Torre Velasca. Perché Milano non è affatto, come molti credono, una brutta città o una città dove si viene unicamente per affari o per shopping, ma una città che finora ha scelto anche dal punto di vista turistico il low profile.