Il commento Se i moderati si fan male da soli

di Massimiliano Lussana

Era tutto troppo bello, troppo sano, troppo idilliaco. Il governo Berlusconi sta lavorando bene - in alcuni settori benissimo - i sondaggi danno il premier e la coalizione Pdl-Lega ai massimi storici, con numeri quasi imbarazzanti; il Pd si sta sfaldando; le Regioni di centrosinistra dove si è votato cadono come foglie d’autunno e tanti enti locali dell’Unione dove non si è votato stanno come d’autunno sugli alberi le foglie.
Insomma, per il popolo dei moderati le cose non potrebbero andare meglio. E, anche in Liguria - che ha la fortuna di avere un ministro come Claudio Scajola che sta lavorando benissimo e aiutando la sua regione - l’aria che si respira è ottima sia per le amministrative di primavera (in primis quelle di Imperia, Sanremo e della provincia di Savona); sia per la possibilità di portare un eurodeputato ligure del Pdl a Strasburgo e Bruxelles; sia per la riconquista della Regione con Sandro Biasotti il prossimo anno. E anche vincere al Comune di Genova, rimasto sempre un fortino inaccessibile, non è più un’ipotesi di scuola, ma qualcosa che ogni giorno si fa più concreto. E giustamente la popolarità di Marta Vincenzi - a cui, peraltro, diamo atto proprio oggi, con l’onestà intellettuale che è il nostro unico metro di giudizio, della battaglia per la trasparenza, come dimostrano ottime nomine volute o sfumate come quelle di Tullio Mazzolino e Pier Giulio Porazza, coraggiosi per quanto hanno fatto sino ad ora - è ai minimi storici. Troppo negativo il suo modello di governo della città, troppo pesante l’eredità ricevuta da Pericu, troppe parole, molte inutili, pochi fatti.
Dunque, la sinistra è allo sbando. E in tutto questo il centrodestra, anzichè stare alla finestra a cogliere i frutti cosa fa? Si dedica al simpatico caso di Musso, con tanto di pubblici litigi sui giornali, alcuni dei quali non aspettano altro; al simpatico caso dell’attacco a Gagliardi, perfetto per fare il titolo «Forza Italia spaccata»; al simpatico caso del comunicato sui revisori dei conti, da cui An si è dissociata, anche perchè era incredibile - mentre sindaco e Pd litigavano - mettersi a fare il tifo per una delle parti, anzichè limitarsi a guardare soddisfatti.
E invece questo sarebbe proprio il momento di mettersi alla finestra, di piazzarsi a guardare lo sfascio del centrosinistra, che vede cadere e protestare persino roccaforti come la Valbisagno, Sampierdarena, Voltri, il Lagaccio, la Valpocevera.
Basterebbe mettersi lì, sulla riva del fiume. I cadaveri arrivano e arriveranno. Se il centrodestra non lo capisce e perde tempo con liti interne, allora, forse è triste, ma giusto, che anneghi nello stesso fiume. I moderati meritano di meglio.