Il commento La soluzione non è l’indulto

di Salvatore Scarpino
Il sovraffollamento delle carceri, come rivelano i documentati articoli qui a fianco, ha raggiunto nel nostro Paese livelli intollerabili. Quella che potete leggere è l’analisi di un fallimento che ha radici lontane, nell’incapacità ideologicamente motivata di guardare col necessario realismo al sistema dei delitti e delle pene.
La situazione carceraria non è degna di un Paese civile determinato, a conclusione di un giusto processo, a esigere la certezza della pena senza però infliggere un sovrappiù di immotivata sofferenza. Nei dati e nelle cifre riportati c’è anche la controprova indiscutibile del fallimento delle politiche lassiste: l’ultimo indulto, deciso due anni fa sotto il governo delle sinistre, è stato un espediente illusionistico, ha determinato soltanto un temporaneo, quasi fugace svuotamento delle carceri. Migliaia di malavitosi sono ritornati nelle celle appena lasciate. Dopo aver commesso tantissimi reati. Non è questa la strada maestra. Il Guardasigilli Alfano, nell’intento di allentare la tensione nei penitenziari, ha ventilato l’ipotesi dei lavori socialmente utili come alternativa alla detenzione in cella. È una soluzione adottata in molti Paesi avanzati, se ne può studiare l’applicazione, tenendo presente che gli apparati giudiziari nostrani tendono a diluire ogni giusta istanza di certezza della pena.
Alfano non è disposto al perdonismo, lo dimostra la sua intenzione di cancellare la concessione a pioggia, in automatico, della sospensione condizionale. A complicare tutto c’è la lentezza mostruosa della macchina giudiziaria ormai al collasso.
In queste condizioni, ritrovano fiato e vigore i perdonisti irriducibili - militano a sinistra - le anime belle che predicano la redenzione necessaria e perpetua e che a questa utopia hanno sacrificato troppe volte le esigenze della sicurezza e della certezza della pena. Tornano all’assalto, muniti di confuse buone intenzioni, di quelle che lastricano le vie dell’inferno. È bene ricordare a certi dirigenti del Pd e compagni, che la stragrande maggioranza degli italiani non è disposta a tollerare nessun colpo di spugna, nessuna operazione di maquillage che mascheri lo stato agonico della giustizia. Chiaro e forte, il Paese non tollererebbe alcuna forma di indulto o amnistia comunque infiocchettati. Grazie signori perdonisti, ma abbiamo già dato. L’Italia è un Paese bello e paradossale. Da anni si aumentano sulla carta le pene per i reati più odiosi, ma non si riesce a rendere giusta e adeguata l’espiazione delle stesse. Dal paradosso bisogna uscire. Amnistia e indulto non sono una risposta ai gravissimi problemi che affliggono il nostro sistema penal-giudiziario, non sono una scorciatoia, ma un salto nell’abisso. E gli italiani lo sanno. Sperano di poter vivere in una società in cui chi sbaglia paga. Chiedono troppo?