Il commento/Fo, Strada e la dinamite di serie B

di Giannino della Frattina

Ma ve lo vedete Dario Fo in corteo contro una bomba degli anarchici? No. E, infatti, non si son visti. Né Fo, né il corteo. Allarme a Milano? Niente paura, le bombe degli anarchici non fanno male. Il giorno dopo l’ordigno esploso alla Bocconi, quello che colpisce è il silenzio assordante. Sarà banale, ma è così. L’assenza dei sindacati e dei salotti radical glam, dei partiti della sinistra e della buona borghesia milanese tutta Manifesto, caviale e champagne. Dei Dari Fo e delle Franca Rame, dei Gini Strada e del bel mondo manifestante. Dei preti rossi, dei professionisti dell’antifascismo e della democrazia in pericolo. Quelli che il giorno dopo sono sempre pronti a correre in piazza. Magari per un attentato di quarant’anni fa. Di cui la magistratura non è ancora riuscita a individuare i colpevoli. Ma loro sì. Loro lo sanno benissimo chi è stato. Anche se le prove non ci sono. I fascisti, i servizi segreti, lo Stato. Tutti a cospirare. Ma ci sono loro, per fortuna, a vigilare. Scendendo in strada, ma solo per qualche ora, dall’attico con vista Duomo. Alla faccia del proletariato. Una scritta sulla sezione del Pd? Magari qualcosa che assomiglia a una svastica il più delle volte disegnata all’incontrario da un analfabeta? Ed eccoli quelli del presidio con le bandiere rosse o arcobaleno. I Di Pietro crociati della Costituzione. Presidio, sit in, manifestazione o fiaccolata.
Li avete visti ieri il giorno dopo l’ordigno all’università? No. Nessun corteo, nemmeno uno straccio di comunicato. I politici ogni volta pronti alla dichiarazione solidale, alla condanna della destra sempre e comunque eversiva. Del doppiopetto che nasconde il manganello. Niente. Eppure la faccenda è spessa. Molto più spessa del solito. Una bomba. Il gruppo che l’ha messa secondo gli investigatori è bene organizzato. Il più pericoloso degli ultimi anni. Una bomba sorella è arrivata da Milano fino a Gradisca di Isonzo, in Friuli al Cie, il centro di identificazione ed espulsione per immigrati. La rivendicazione, per quanto delirante, parla il linguaggio degli anni di piombo. «Ora deve scorrere il sangue dei padroni».
«Atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi» è l’ipotesi di reato del fascicolo di inchiesta. Fosse successo di giorno, sarebbe stata una strage. Eppure ieri nessuno si è mosso. Forse che anche gli ordigni non siano tutti uguali? Che un chilo di dinamite se è messo da quelli di sinistra faccia meno male? Certo, manifestare contro gli anarchici non è per nulla chic. Ma diamine. Come si fa. Gli anarchici sono le vittime, per definizione. Sempre e comunque. Anche quando le bombe le mettono loro. E si permettono pure di rivendicarle. Oggi tutti zitti. Aspettando la prossima. Quella fascista. E allora finalmente si andrà in piazza.