Commercianti esasperati dai banditi: "Noi avremmo reagito come Remigio"

Il gioielliere aggredito da un rapinatore si è difeso sparando sette
colpi di pistola Il figlio: «È la prima volta che usa quell’arma». Il
malvivente ferito è fuori pericolo. Un uomo sui trenta anni, straniero, l’ha colpito col calcio di una scacciacani, poi lo ha riempito di pugni

«Da tempo non avvenivano rapine nella zona, ma poteva capitare anche a noi». Sono preoccupati, continuano a ripeterlo come una cantilena i negozianti di via Garibaldi a Cinisello Balsamo, lo sguardo fisso oltre la vetrina verso la storica gioielleria del centro città dove, ieri mattina, l’orefice Remigio Radolli ha fatto fuoco contro un rapinatore che lo aveva colpito alla testa e lo aveva preso a calci e a pugni. Per i commercianti quello di ieri è stato un brutto risveglio. Il volto pallido testimonia la loro preoccupazione, davanti al via vai di carabinieri, polizia e giornalisti. Erano da poco passate le nove quando all’angolo con via Piave, un uomo, ha fatto il suo ingresso nella gioielleria condotta da anni dal 59enne cinesellese. All’esterno, altre due persone, vestite con quella che ad alcuni sembrava un giubbotto simile a quello degli operatori ecologici. Aspettavano di varcare la doppia porta. Secondo una prima ricostruzione, il rapinatore, un trentenne straniero, avrebbe chiesto al commerciante di vedere e un orologio e appena il 59enne si è chinato a prendere il monile, lo avrebbe colpito alla testa con una pistola scacciacani. Poi non ottenendo i soldi e i gioielli, lo straniero avrebbe colpito l’uomo con calci e pugni. La reazione è immediata: il gioielliere ha impugnato la sua pistola, un revolver calibro 22 regolarmente registrato, e ha fatto fuoco. Il bandito è stato raggiunto da tre colpi, all’addome e al collo, dei sette sparati. È stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Niguarda, poi le sue condizioni sono migliorate. La colluttazione sembra sia avvenuta sia all’interno della gioielleria sia nel retro, dove il malvivente si è accasciato al suolo. I due banditi che si trovavano all’esterno sono invece fuggiti. Remigio Radolli, trasportato all’ospedale Bassini, ha riportato un’estesa ferita lacero-contusa al capo, che gli ha comportato una vistosa emorragia. «Lo hanno picchiato a sangue - ha detto uno dei due figli uscendo dal pronto soccorso -. Gli hanno messo 18 punti di sutura e ha lividi su tutto il corpo». Secondo il racconto del giovane, infatti, il bandito che è entrato in negozio, ha chiesto di vedere un orologio e appena il titolare si è chinato per prenderlo lo ha colpito alla testa con la pistola. «Ha la faccia gonfia - ha detto il giovane - non aveva mai avuto rapine, è sotto choc». La famiglia si è stretta attorno al 59enne. I due figli, entrambi commercianti, comprendono ancor di più gli attimi di terrore che ha vissuto il padre di fronte alla minaccia della scacciacani, che priva del tappo, sembrava una pistola «vera». Radolli viene descritto come un uomo estremamente tranquillo dai cittadini del quartiere, dove la gioielleria è attiva da decenni. «Siamo solidali con lui e comprendiamo la sua reazione» hanno detto i negozianti del centro che, radunatesi nel piazzale del supermercato antistante, continuano a descrivere «Remo» come una «bravissima persona». «Ha la pistola da qualche anno, ma è la prima volta che la usa», ripete il figlio. I commercianti hanno avuto solo parole di solidarietà per il collega; continuano ripetere che hanno «paura» e che più volte hanno chiesto al Comune «più sicurezza» ricordando come ci sono stati periodi in cui alcuni «negozi come le farmacie venivano spesso “visitate” dai malviventi». «Adesso arriva l’estate – ha detto un cinesellese – è noto che in questo periodo aumento i furti. Come ci difenderemo?». Sul luogo è giunto anche l’assessore al Commercio Giuliano Viapiana che ha voluto esprimere la vicinanza dell’amministrazione e fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine.