Commercio, aumentano le imprese

Anna Frangione

Acquistare nella bottega sotto casa, dal commerciante di fiducia, continua ad esercitare un certo fascino, anche se a volte può alleggerire il portafoglio. Ben 171 su 378 comuni del Lazio sono serviti solo da esercizi commerciali «di vicinato», segno che il piccolo commercio la fa da padrone, costituendo il 95,12 per cento della rete di distribuzione, con ben 98.377 strutture. Ai supermercati resta il 4,76 per cento del totale con 4.930 strutture e solo lo 0,12 per cento viene coperto dai 121 ipermercati, centri commerciali e outlet. «La nostra Regione si distingue per una marcata parcellizzazione del commercio - ha detto Francesco De Angelis, assessore alla piccola e media impresa, commercio e artigianato. - Grazie ai piccoli negozi, le città offrono luci e vivacità». Le cifre su cui la Regione costruirà la sua politica sono il risultato del lavoro dell’Osservatorio del Commercio, Sviluppo Lazio SpA e Istituto Tagliacarne. Il rapporto 2004 fotografa un trend di crescita positivo per tutte le 103.428 attività commerciali in sede fissa, con un aumento pari al 2,95 per cento. Segni positivi anche per i piccoli esercizi nel comune e nella provincia di Roma, Rieti, Frosinone, mentre Latina e Viterbo registrano percentuali negative, a causa dell’incremento della grande distribuzione. Lo sviluppo del piccolo commercio è trainato dal settore «no-food». «L’alimentare soffre per la concorrenza con gli ipermercati e i mercati rionali», ha spiegato Enrico Rumbold dell’Osservatorio della Regione Lazio. Sarà compito della politica regionale, ha annunciato De Angelis, «garantire l’equilibrio tra piccola e grande distribuzione, regolamentare i saldi, progettare azioni di filiera tra commercio, turismo e agricoltura». Ma con un occhio anche ai consumi. Ai primi posti nella classifica dell’Osservatorio ci sono sette aree di Roma seguite da tre comuni turistici, Anzio, Sperlonga e Filettino. Si spende di più nel Centro storico, a Capannelle-Appio Claudio e a Salario Trieste. «Piccolo è bello», ma anche caro. «Abbassare i prezzi non è un’operazione facile» ha ammesso De Angelis. Da settembre i mercati di ortofrutta saranno sotto controllo. Il monitoraggio e la pubblicazione dei prezzi potrebbe funzionare da concorrenza interna. L’Osservatorio sui prezzi della Regione rileverà i cartellini di frutta e verdura sui banchi di 26 mercati rionali, 18 nella capitale e 8 nel resto della regione.