«Il commercio di questo grande centro aiuta i piccoli negozi a crescere»

Davide aiuta Golia, verrebbe da dire. Piccoli negozi crescono, inaspettatamente, grazie agli outlet, ai megastore, agli ipermercati dai mille scaffali.
Lo dice l´Istat, lo confermano i dati della Confesercenti che raccontano di trentaquattromila nuovi commerci aperti nell´ultimo anno.
La parola chiave è «personalizzazione», analizzano i sociologi.
Voglia di coccole e attenzione. Desiderio di sentirsi unici e accuditi, di qualcuno che sceglie per noi il meglio, di uno sguardo speciale, di un sorriso personale, di una prelibatezza che sembra aspettare solo noi, magari sotto casa e senza perdere troppo tempo.
C´è voglia di tenerezza e qualità con un occhio al portafoglio nella nuova rivoluzione dei consumi. Così i piccoli commerci crescono puntando sulla specializzazione, prodotti di qualità, servizi, vicinanza col consumatore.
Punti vendita di abbigliamento e di alimentari sempre più specializzati, piccoli regni per gli amanti del cioccolato, per chi va in crisi di astinenza senza il formaggio delle vallate o il Monterbore dell'Azienda Agricola Vallenostra, quelli dedicati agli allergici e ai celiaci, fino ai prodotti biologici; e ancora grissini che fanno venire l'acquolina in bocca, baci di dama del fornaio che non darà mai la sua preziosa ricetta, il tutto all´insegna dell´alta qualità.
«Una battaglia combattuta grazie al rapporto personale col cliente, alla specializzazione del servizio». Alberto Carbone, vicesindaco di Serravalle Scrivia, sede dell'outlet omonimo, non ha dubbi: «I motivi di questa rinascita sono legati a quattro filoni: i commercianti sopravvissuti alla moria di questi anni sono i migliori, hanno fatto politica di prezzi, imparato a comprare in gruppi di acquisto, moltiplicato l´efficienza e compreso che la vicinanza dell'Outlet è un fattore sicuramente positivo».
La personalizzazione dei consumi è il trend di questi anni.