Commerz vuole gli sportelli Unicredit

I tedeschi interessati alle agenzie di Bph che saranno vendute dopo l’accordo con Varsavia

da Milano

Commerzbank è interessata ai 200 sportelli di Bph che Unicredit si è impegnata a vendere dopo gli accordi siglati la scorsa settimana col governo polacco: «Valuteremo l'acquisto anche se non sono sicuro che vogliamo tutti i 200 sportelli», ha affermato l'amministratore delegato di Commerzbank, Klaus-Peter Mueller, in una lunga intervista al quotidiano di Monaco di Baviera, Süddeutsche Zeitung. Quanto alla crescita in Germania, il banchiere ha sottolineato che «siamo uno dei sette soggetti in corsa per la Berliner Bank». Fra i pretendenti c'è anche il gruppo guidato da Alessandro Profumo. Commerzbank è azionista di Mediobanca, mentre è uscita da Banca Intesa.
Intanto Varsavia deve affrontare gli strascichi dello sbarramento messo in atto contro la crescita di Unicredito sul mercato polacco: la Commissione europea si riserva infatti ancora di decidere se procedere o meno contro il governo polacco per l'ostruzionismo opposto ai piani di fusione tra le banche Pekao e Bph, controllate polacche di Unicredit. Questo, nonostante l'accordo raggiunto tra il gruppo di piazza Cordusio e il governo polacco per dare il via all'operazione, ha spiegato Jonathan Todd, portavoce del commissario Ue alla Concorrenza Neelie Kroes, dopo l'incontro ieri a Bruxelles tra il commissario e il vice-ministro polacco al Tesoro Pawel Szalamacha. «Kroes ha spiegato al ministro che è prematura da parte della Commissione adottare una posizione sulla possibilità di portare avanti la questione o meno» ha detto Todd, aggiungendo che Bruxelles non ha ancora ricevuto copia del documento che sancisce il patto tra Unicredit e il governo polacco.
Da parte sua il vice-ministro polacco al Tesoro, Pavel Szalamacha, ha dichiarato che la Commissione europea dovrebbe abbandonare le procedure aperte contro Varsavia per l'opposizione ai piani di fusione tra le banche Pekao e Bph, controllate polacche di Unicredit, sostenendo che equivarrebbero a «buchi nell'acqua». Un giudizio motivato dal fatto che Varsavia e Unicredit hanno raggiunto un accordo la settimana scorsa per risolvere la questione. Ma il ministro ha rifiutato di confermare che la Polonia abbandonerà a sua volta il ricorso presentato contro l'esecutivo Ue a Lussemburgo.
Szalamacha ieri doveva incontrare anche il direttore generale al Mercato interno della Commissione, Alexander Schaub, e alcuni collaboratori del commissario Charlie McCreevy per discutere della procedura aperta per il caso Pekao-Bph.