Il commissario discriminato diventa «ufficiale»

È andato a Roma (delegato ufficialmente dal presidente del Corecom della Regione Liguria, Federico Oriana), ha partecipato alla riunione della Commissione per l’assetto radiotelevisivo presso il ministero delle Comunicazioni, si è intrattenuto a lungo e cordiale colloquio con il ministro Mario Landolfi per uno scambio di vedute sui rapporti fra sistema radiotelevisivo e territorio. Eppure lui, Enrico Cimaschi, è tutt’ora considerato un «ibrido», in quanto designato dal presidente della giunta regionale Claudio Burlando a far parte del consiglio del Corecom (l’organo di vigilanza radiotelevisiva), ma mai ratificato per la levata di scudi dei componenti di centrosinistra nella commissione Nomine di via Fieschi. Che gli hanno rovesciato contro l’accusa gravissima di «essere di Forza Italia».
Una vicenda paradossale, di cui abbiamo dato puntuale riscontro più volte su queste pagine. Inutili, finora, le rimostranze dell’interessato, che spiega: «Non ho sollecitato nessun incarico, ma dal momento che sono stato designato dal presidente della Regione e sono in possesso dei titoli richiesti per far parte del Corecom, mi pare logico pretendere chiarezza. La mia impressione - conclude amaramente Cimaschi - è che ci troviamo di fronte al solito caso di logica spartitoria tanto cara alla sinistra che si sperava appartenere a decenni trascorsi». Finita la pausa natalizia, comunque, la settimana prossima dovrà tornare a riunirsi la commissione Nomine con all’ordine del giorno la designazione del rappresentante della Liguria in quella commissione nazionale di cui ha fatto parte proprio ieri Cimaschi, su chiamata di Oriana. Ancora pochi giorni, insomma, per sapere se le riserve, di esclusiva natura politico-ideologica, sul nome di Cimaschi saranno superate in nome del buon senso e della correttezza. o se l’ostinazione di qualche «commissario del popolo» arriverà al punto di smentire clamorosamente la scelta fatta a suo tempo dal presidente diessino Burlando.