Il commissario Rex abbaia italiano ecco perché è diventato così geloso

da Roma

E ora Rex abbaia in italiano. Passa infatti dalle composte atmosfere austriache ai solari lidi del Bel Paese, il cane poliziotto più famoso delle ultime stagioni televisive. E perdendo un pezzo di titolo (da Commissario Rex a Rex semplicemente) l'investigatore a quattro zampe diventa - a tutti gli effetti - un'immagine quasi italiana. Produttrice rimane sempre la tedesca Beta Film; ma al primo, storico interprete, il viennese Tobias Moretti dai capelli scuri, subentra ora il romano e biondo Kaspar Capparoni («Ed è curioso notare che, se il nostro Kaspar sembra un tedesco - osservano i produttori - l'originale Tobias sembrava un italiano»); mentre star canina della nuova serie - otto episodi trasmessi in quattro prime serate da Raiuno, a partire da stasera - è un cane lupo americano, di nome Henry.
Ai comandi d'una ferrea addestratrice di nome Teresa, «che - si rammarica Capparoni - non ha permesso nel modo più assoluto di farmi frequentare il suo cane al di fuori delle riprese, come invece avrei voluto per creare fra noi maggiore intesa». «E i cui metodi hanno finito per rendere difficile la concentrazione agli attori umani», aggiunge il regista Marco Serafini. Ma nonostante le difficoltà di coabitazione, i tedeschi credono talmente in questa nuova versione italianizzata del prodotto, da aver cominciato a preparare la seconda serie, senza neppure aspettare i risultati della prima.
Come si giustifica il trasferimento di Rex da Vienna a Roma? «È semplice: durante una sua indagine internazionale, il commissario italiano Lorenzo Fabbri si trasferisce nella capitale austriaca - spiega Capparoni -. Qui conosce Rex e, al momento della morte del poliziotto che lo possedeva, decide di portarlo con sé in Italia». Fra i due s'instaura subito un curioso rapporto di amore e gelosia: «Rex mi è così attaccato da non sopportare le donne che mi si avvicinano. Il mio personaggio è quello di un single, che vive solo in un loft con le proprie abitudini radicate». Ma il cane si sente il nuovo padrone della situazione; e dunque rende assai difficili le avventure private del poliziotto italiano. Il quale, fa osservare il suo interprete, «dovrebbe risultare diverso da quello originale. Fabbri apparirà infatti più umano: con le sue pecche, le sue incertezze e, dunque, anche più simpatico. Senza contare che sarà anche in grado di sbagliare. Insomma: un personaggio più in sintonia col mercato italiano».