Un commissario sotto stretta tutela

La sanità laziale è a una svolta. Marrazzo, già nominato commissario ad acta per il piano di rientro, da solo non ce la fa a mettere in moto le misure necessarie a coprire il disavanzo; tantomeno a formulare un programma di riorganizzazione della rete ospedaliera. Presupposti che lasciano aperta una sola strada: l’affiancamento, da parte del governo, di un sub-commissario e delegato tecnico in grado di attuare i provvedimenti per diminuire la spesa. Da un lato il definitivo taglio di 2.500 posti letto e dall’altro la chiusura dei piccoli ospedali pubblici così come era stato preventivato nei provvedimenti di marzo 2006 siglati dall’allora assessore alla Sanità, Battaglia e confermati dai tecnici del ministero dell’Economia nel febbraio 2007 ma ancora mai concretizzati. Per questo il governo, seppure in forma elegante, ha deciso di porre sotto stretta tutela il commissario Marrazzo, al quale non resta che incassare il colpo. Ammettendo, in fondo, che finora nessuno degli ultimi atti sottoscritti è stato fino in fondo realizzato. Insomma, l’unica strada per uscire dall’impasse è rimboccarsi le maniche e agire. Una via di uscita che lo stesso ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha prospettato come soluzione per agevolare lo sblocco dei 5 miliardi di euro. Al termine dell’incontro di ieri Sacconi si è detto «soddisfatto in parte». Ma non sarà una strada in discesa perché già martedì 30 ci sarà un incontro ulteriore per chiarire azioni compatibili al ripiano del deficit. «È uno sforzo assolutamente apprezzabile quello del ministro Sacconi, ma ciò non toglie però che prima di sbloccare i fondi governativi dovrà tornare la verifica dei risultati prevista dalla legge Prodi. Ed è altrettanto da apprezzare il comportamento del commissario Marrazzo, disposto a farsi affiancare nell’opera di risanamento dei conti - ha sostenuto il senatore Cesare Cursi, presidente dell'Osservatorio sanità e salute e della commissione Industria e commercio di Palazzo Madama -. Rimane aperto un contrasto di fondo sui termini delle scelte finora intraprese, in particolar modo per ciò che riguarda i tagli nella sanità privata e i riflessi occupazionali conseguenti. Questa possibile nuova soluzione potrebbe aiutare a calibrare le future scelte». Prima della revisione delle convenzioni c’è un altro appuntamento che attende al varco Marrazzo ed è quello di pianificare il nuovo rapporto tra territorio e assistenza ospedaliera. Prima del 30 settembre Marrazzo deve mettersi in regola rispetto al mandato commissariale e rispetto alle norme che la sua stessa maggioranza ha approvato con l’assestamento di bilancio - ha spiegato Donato Robilotta -: abrogare la norma sui policlinici universitari e bloccare la gara per l’aggiudicazione dell’ospedale dei Castelli, che comporta nuove spese. Infine deve varare immediatamente provvedimenti che coprano l’extradeficit del 2008 per 364 milioni dal momento i 28 provvedimenti firmati fino a oggi hanno un impatto pari a 62 milioni, insufficienti a coprire il deficit».