Il commissario Ue deride la Fiat: «È indebitata, non può comprare»

REAZIONI Tremonti: «Il silenzio è d’oro». Tajani: «Inaccettabile». Intanto Gm riceve altri 2 miliardi

Fiat sta per chiudere con Chrysler e guarda con attenzione a Opel: obiettivo dell’amministratore delegato Sergio Marchionne è costituire, entro l’anno, un mega-gruppo da più di 6 milioni di automobili. Il piano, in dirittura nel caso di Chrysler, trova però nel commissario Ue all’Industria, Guenter Verheugen, un atteggiamento critico su Opel (seppur controllata da Gm, è un’azienda tedesca, Paese d’origine del membro della Commissione). E una sua frase, pronunciata ieri durante una trasmissione radiofonica, ha scatenato l’ira di Marchionne e causato un terremoto politico.
«Mi chiedo - ha detto Verheugen, che già in passato aveva dato dimostrazione di non essere amico dell’industria italiana dell’auto - dove questa società (Fiat, ndr), talmente indebitata, trovi i mezzi per portare avanti allo stesso tempo due operazioni di questo genere». Apriti cielo: la battuta, rilanciata dalle agenzie, ha subito fatto il giro del mondo e, dagli Usa, immediata è arrivata la dura replica di Marchionne all’interferenza di Bruxelles. «Mi sarei aspettato - ha commentato il top manager, appena sbarcato a Detroit per definire gli ultimi dettagli per Chrysler - un dialogo costruttivo con i produttori europei allo scopo di risolvere i problemi che stanno impattando negativamente sull’industria, invece di lanciare sentenze di morte, scegliendo unilateralmente chi deve sopravvivere». Inutile il tentativo del portavoce di Verheugen di smorzare i toni: «Il commissario voleva dire che è presto per giudicare, servono maggiori informazioni sull’operazione; non capiamo davvero tutte queste reazioni, forse sono solo il frutto di un grande fraintendimento». La frittata, però, ormai era fatta. E sia da Washington, dove si svolgeva l’Fmi («se la parola è d’argento, a volte il silenzio è d’oro», il commento del ministro Giulio Tremonti) sia da Roma, l’uscita del commissario ha unito per un giorno maggioranza e opposizione. Il premier Silvio Berlusconi: «Meglio che non commento. Ha già commentato il ministro Franco Frattini (“le dichiarazioni di Verheugen costituiscono un’interferenza nelle scelte industriali di soggetti privati, tanto più inaccettabile in quanto una delle aziende in questione è della stessa nazionalità del vicepresidente della Commissione”) e io sono in totale sintonia con le sue parole». Per l’altro vicepresidente Ue, Antonio Tajani, «le opinioni espresse da Verheugen su Fiat sono personali, poiché la Commissione non si è pronunciata sulle operazioni Chrysler e Opel. In ogni caso io la penso in modo diverso da lui». Anche Piero Fassino (Pd) si è scagliato contro l’eurocommissario: «Parole inopportune e sconcertanti: mi sarei aspettato, invece, frasi di incoraggiamento a Fiat. Chi davvero ha a cuore la sorte di migliaia di lavoratori e vuole agire per uscire dalla crisi, non può infatti che augurarsi che il progetto Fiat di dare vita a un grande gruppo mondiale dell’auto abbia successo». E la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: «È un atteggiamento che in un certo senso distrugge l’Europa».
Intanto, mentre Fiat ha precisato di «non avere al momento predisposto alcuna offerta per Opel», e Gm ha ottenuto da Washington altri 2 miliardi di dollari in prestito, la Casa Bianca fa sapere che si sta lavorando «tutto il giorno» con Chrysler per chiudere con Torino e salvare posti di lavoro.