Commissione d'inchiesta contro i pm politicizzati: ecco la proposta del Pdl

Il Colle: &quot;Onorare i giudici, poi parlare di riforme&quot;. La commissione di inchiesta sull’uso politico della giustizia prende forma in una proposta del Pdl a Montecitorio. Il premier: &quot;Serve una verifica&quot; (<strong><a href="/video/magistrati_cav_commissione_inchiesta/id=berlsuconi_magistratura" target="_blank">video</a></strong>)

Milano - "I magistrati uccisi dal terrorismo sono degli eroi". All'uscita del tribunale di Milano - a soli due giorni dalle accuse contro i pm di Milano - il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi invita gli italiani a "inchinarsi" davanti a chi ha dato la vita per la giustizia e per il bene del Paese. La posizione del Cavaliere non è cambiata rispetto a sabato. Anzi. Se da una parta ricorda l'eroismo di chi ha lottato per la legalità, dall'altra avverte la necessità (sempre più stringente) di istituire "una commissione di inchiesta per evidenziare se all’interno della magistratura c’è un’associazione con fini a delinquere". Quel "cancro" di cui parlava sabato, appunto.

La commissione di inchiesta sull’uso politico della giustizia prende forma in una proposta del Pdl (prima firmataria Iole Santelli) a Montecitorio. Cinque le circostanze da verificare visto il fenomeno della "politicizzazione di parte della magistratura e della caratterizzazione di una corrente della stessa come un autentico soggetto politico che si propone di modificare il sistema politico e di trasformare radicalmente il sistema economico". Presentata il 4 febbraio dello scorso anno la proposta prevede che, nel termine di un anno, si accertino le disfunzioni che "hanno eventualmente leso i diritti fondamentali dei cittadini garantiti dalla Costituzione", l’eventuale "presenza all’interno dell’ordine giudiziario di orientamenti politico-ideologici e di rapporti di interdipendenza con forze politiche parlamentari o extraparlamentari", l’eventuale influenza di motivazioni politiche e le conseguenti "deviazioni della giustizia". D'altra parte, è l'intento del Pdl, "l’amministrazione della giustizia deve essere esercitata nel rispetto assoluto di questo principio e mai contro una parte dei cittadini e in favore di altri".

Lo stesso attacco di Berlusconi non è rivolto contro la magistratura in generale né contro quei migliaia di giudici che svolgono quotidianamente il proprio lavoro, ma contro la procura di Milano che, ormai da anni, mette in campo un assalto sistematico. Così sistematico da spingere Fabrizio Cicchitto a ritenerlo "politico prima che giudiziario". Basti pensare che il presidente del Consiglio e chiunque lo frequentasse ad Arcore sono stati intercettati dal mese di luglio fino a dicembre, mese nel quale fu inviato l’avviso di garanzia. "Non è vero che ce l’ho con tutti i magistrati - ha spiegato Berlusconi al termine dell'udienza sul processo Mills - sono grato a quelli che hanno ritenute infondate le accuse nei miei confronti da parte di chi cerca di usare il diritto come arma politica contro di me".

Proprio a quei magistrati che hanno dato la vita per il Paese va il pensiero del Cavaliere nel Giorno della memoria per le vittime del terrorismo. Per il premier, infatti, è "un fatto gravissimo che ci siano stati movimenti terroristici come le Brigate Rosse, i quali hanno fatto troppe vittime". Proprio per questo, Berlusconi ci ha tenuto a tornare sul caso dei manifesti anti Br deprencando la scelta di Roberto Lassini di riempire il capoluogo lombardo con manifesti contro i magistrati: "Non ho mai parlato di brigatismo giudiziario". Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sottolineato che l'opera e le parole dei magistrati sono come pietre: "Restano più forti di qualsiasi dissennato manifesto venga affisso sui muri della Milano di Emilio Alessandrini e Guido Galli, e di qualsiasi polemica politica indiscriminata".

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano non si è sentito chiamato in causa dalla reprimenda del capo dello Stato che ha chiesto alla politica di "onorare" le toghe come "premessa" di ogni appello alle riforme. "Siamo consapevoli - ha commentato il Guardasigilli - dell’importanza della magistratura e riconoscenti nei confronti di coloro i quali ieri sono caduti per salvaguardare lo Stato democratico e per onorare la Costituzione". Non solo. Alfano ha anche sottolineato di essere personalmente riconoscente a "tutti quei magistrati che ogni giorno si battono per l’affermazione del principio di legalità con serenità di spirito e senza paratie ideologiche".

L'opposizione coglie al volo le parole per accusare il premier di "irresponsabilità" e di "eversione". Il leader Idv, Antonio Di Pietro, arriva addirittura al paradosso. Da una parte chiede al capo dello Stato di "fermare gli arracchi alle istituzioni", dall'altra spara a zero contro Berlusconi lanciando anatemi e insulti. All'ex pm, infatti, i diktat di Napolitano non bastano. E lo dice chiaramente: "Il Quirinale non si può limitare a delle raccomandazioni e a dei rimbrotti, ma deve fare dei passi concreti, altrimenti fra poco ci penserà il popolo". Sulla stessa linea pure i democratici che accusa il premier di "schizofrenia" e di non essere "capace di praticare una politica ’civilè basata sul confronto delle idee e dei programmi".

In realtà, Berlusconi si difende da un attacco politico, mentre gli irresponsabili sono altri. Irresponsabili sono coloro che hanno voluto che si tenessero i processi contro il presidente del consiglio in carica, anzichè rinviare i processi alla fine del mandato. "Irresponsabile è Di Pietro che paragona Berlusconi ai nazisti - spiega anche il Pdl Francesco Casoli - il nostro sistema democratico non è travolto da Berlusconi, come sostiene la Finocchiaro, ma dal protagonismo e dalla militanza di certi pm che usano le inchieste a fini politici per far cadere i governi come riuscito con Prodi e tentato con Berlusconi".

D'altra parte lo stesso Berlusconi ci tiene a sottolineare che da parte sua non c'è alcun attacco alla legalità, ma una richiesta del rispetto di essa in tutte le direzioni. Da qui la richiesta di massimo rispetto per i magistrati vittime del terrorismo e della mafia che non devono essere in alcun modo trascinati nella polemica politica. Da qui la netta presa di distanza da manifesti al tempo stesso sbagliati e inaccettabili. "Per noi - ha sottolineato anche Cicchitto - la figura emblematica di questi magistrati è Falcone, la cui attività reale fu segnata da difficoltà e attacchi che sfuggono completamente agli schemi oggi correnti". Contro chi, invece, persegue fini politici nelle aule dei tribunali, la maggioranza vorrebbe - appunto - istituire una commissione di inchiesta al fine di verificare se all’interno della magistratura c’è un’associazione con fini a delinquere. "Ci sono tentativi reiterati da parte degli stessi pm di eversione - ha chiesto provocatoriamente Berlusconi - e questo non è un cancro della democrazia?".

Non è un caso che per ben ventiquattro volte è stato accertato che le accuse nei suoi confronti erano "infondate". Come non è nemmeno un caso che quando è stata fatta la conta all’interno dell’Anm tutti i magistrati di sinistra hanno applaudito Fabio De Pasquale (il pm del processo Mills, Madiatrade e Mediaset). "Se questo non è un cancro della democrazia - ha concluso il Cavaliere - allora siete fuori dal mondo".