La Commissione pessimista su intese a breve

da Milano

Retorica politica, scarsa volontà di arrivare ad un accordo. La commissaria Ue al Bilancio, Dalia Grybauskaite, ha usato toni duri per spiegare che, dopo il fallimento dei negoziati all'ultimo vertice europeo, non sarà facile raggiungere un'intesa sul budget 2007-2013 nei prossimi sei mesi, sotto la presidenza britannica dell'Ue. La situazione, tra l'altro, comporterà non pochi riflessi negativi per la programmazione dei fondi comunitari, a partire da quelli per la politica di coesione, ma anche per altri settori sensibili come quello della ricerca o della realizzazione delle reti transeuropee di trasporto. Senza un accordo entro l'anno, ad avviso della commissaria, la crisi è destinata ad aggravarsi. «Abbiamo assistito a tanta retorica politica sui giornali», ma sulle prospettive finanziarie dell'Unione «non c'è stata una discussione approfondita» e, soprattutto, è mancata «la volontà politica» di giungere ad un accordo, ha sottolineato la commissaria parlando con un gruppo di giornalisti, in riferimento al vertice europeo di due settimane fa a Bruxelles. Se i negoziati proseguono in una situazione di ostilità tra gli Stati, ha detto Grybauskaite, «non vedo come si possa arrivare ad un'intesa durante la presidenza britannica dell'Ue». In occasione dell'insediamento della presidenza, venerdì scorso, lo stesso Tony Blair, del resto, non ha lasciato grandi speranze. «Faremo del nostro meglio per arrivare ad un accordo. Se sarà possibile raggiungerlo, non lo so. Non ha senso far finta che non ci siano vere difficoltà su questa strada», ha ammesso il premier britannico. La commissaria, senza mai citare esplicitamente il premier, ha condannato quei politici che pensano solo «a migliorare l'immagine interna con una discussione sulle riforme». «Oggi vedo solo la volontà di avviare una discussione sulle riforme, senza però metterci sostanza», ha rilevato Grybauskaite, già ministro delle Finanze della Lituania, spiegando che qualsiasi esame dell'argomento è da considerare un processo lungo. I problemi lasciati aperti dal vertice di giugno e ancora sul tappeto non sono di poco conto: resta da risolvere la questione del rimborso di cui la Gran Bretagna beneficia dal 1984 e che gli altri Stati membri vorrebbero vedere limitato nel tempo; mentre dall'altro lato pesa il riesame, chiesto con insistenza da Londra, della Politica agricola comune.