La commissione striglia Atm: "Scontri e sprechi". Catania "sotto torchio"

Domani Catania convocato in Comune: ore 13, appuntamento alla commissione congiunta Bilancio e Trasporto. Palazzo Marino pretende fatti e molte risposte

Atm, basta con la propaganda: Palazzo Marino pretende i fatti. Incidenti à gogo, sprechi e, perché no, pure quella fusione di troppo tra Atm e l’azienda di trasporto torinese Gtt. A risponderne è chiamato il presidente di Atm, Elio Catania.
Domani, ore 13, appuntamento alla commissione congiunta Bilancio e Trasporto. Un’oretta e passa a dettagliare, per filo e per segno, la reale situazione dell’azienda di foro Bonaparte. Sessanta e più minuti a rispondere alle domande dei consiglieri comunali. E già ne offriamo al presidente Catania un antipasto con gli interrogativi che si pongono Forza Italia, Alleanza nazionale, Lega oltreché le minoranze di Palazzo Marino.
Domande che spaziano dal contratto dello chauffeur di Catania - «perché l’ha preso da fuori quando Atm ha qualcosa come 4mila autisti» chiede Matteo Salvini -, all’invito a smetterla con «l’accusa alla passata gestione che era apprezzata dai milanesi» sollevato da Marco Osnato. E mentre Franco De Angelis dice «ok ai piani del futuro» ma chiede «per il presente cosa si è fatto», Aldo Ugliano solleva il problema del «codice etico» che «in Atm è codice “omertoso” ovvero impedisce quella trasparenza tanto vagheggiata a parole». Maurizio Baruffi si accontenta, dice, di sapere dove «finiscono i soldi destinati alla sicurezza».
Insomma, domani, i consiglieri comunali vogliono davvero vederci chiaro nonostante il sindaco Letizia Moratti abbia espresso la rinnovata fiducia in pubblico all’ingegner Catania. Qualche sorpresa potrebbe comunque arrivare, non è escluso che le minoranze invitino Catania a fare le valigie come già chiedono i milanesi e pure qualche sindacalista. Che nei quattordici depositi dell’azienda sta soffiando sul fuoco sapendo di trovare terreno più che fertile.