La Commissione Ue dà il via libera ai "Tremonti bond"

Bruxelles ha autorizzato la possibilità, per il Tesoro, di sottoscrivere le obbligazioni delle banche. Potranno beneficiare della ricapitalizzazione solo banche giudicate
solide. Prevista una remunerazione adeguata per l'intervento statale e incentivi per l'uscita anticipata dal regime di aiuti

Bruxelles - La Commissione europea ha dato il suo via libera ai Tremonti bond, le obbligazioni delle banche che saranno sottoscritte dal Tesoro il quale ne rafforzerà così la base patrimoniale, perchè la misura prevede "una remunerazione adeguata per l’intervento statale e opportuni incentivi per un’uscita anticipata dal regime di aiuti". In una nota la Commssione annuncia di aver "accettato, ai sensi delle norme in materia di aiuti di Stato previste dal trattato Ce, alcune modifiche al regime italiano di ricapitalizzazione approvato dalla Commissione il 23 dicembre 2008".

Remunerazione adeguata Secondo la Commissione "il regime modificato rispetta le indicazioni date sulle misure di sostegno alle banche nel contesto della crisi finanziaria. Esso prevede, in particolare, una remunerazione adeguata per l’intervento statale e opportuni incentivi per un’uscita anticipata dal regime di aiuti".

Aiuti contro la crisi Le misure modificate sono dunque compatibili con l’articolo 87 del trattato Ce, che permette la concessione di aiuti per porre rimedio ad un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro. Neelie Kroes, commissario responsabile per la concorrenza, ha spiegato che "le autorità italiane hanno chiesto il permesso di modificare l’impianto del loro regime per renderlo più interessante per le banche sane che intendono utilizzare capitali statali soltanto per un periodo molto breve. Il regime modificato garantisce una remunerazione adeguata per lo Stato ed incoraggia l’uscita anticipata ed è altresì in linea con le norme Ue".

Chi potrà beneficiare dei bond Potranno beneficiare della ricapitalizzazione solo banche giudicate fondamentalmente solide sulla base del loro livello di spread sui contratti di credit default swap (Cds), del rating loro attribuito e dell’ulteriore valutazione effettuata dalla Banca d’Italia. La dotazione di capitale è limitata al 2% del valore dell'insieme delle attività della banca ponderate per il rischio e, in linea di massima, entro un livello dell’8% del capitale tier 1. Le condizioni di remunerazione comprendono un coupon iniziale con clausole di step-up fissi, aumenti della remunerazione connessi ai pagamenti di dividendi ed al costo di finanziamento dello Stato italiano nonché un premio sul prezzo di riscatto che aumenta col passare del tempo.

Ricapitalizzazioni È inoltre prevista la possibilità che lo Stato partecipi alle ricapitalizzazioni qualora vi sia una partecipazione di investitori privati pari ad almeno il 30% ed a parità di condizioni rispetto a questi. Il regime prevede l’obbligo adeguato di presentare relazioni alla Commissione per garantire l’opportuno controllo delle misure.

Ristabilire fiducia dei mercati La Commissione ha concluso che il regime modificato relativo agli apporti di capitale costituisca uno strumento adeguato, necessario e proporzionato per ristabilire la fiducia dei mercati finanziari e per consentire alle banche italiane di continuare a garantire il credito all’economia reale. In particolare, la Commissione ha concluso che il livello di remunerazione è adeguato e garantisce che la partecipazione dello Stato al capitale delle banche sia quanto più breve possibile.