Commissioni elettorali, la Cdl denuncia Penati

Dapei (Fi): «Ha nominato esclusivamente membri legati alla maggioranza. Lombardi intervenga»

«Abbiamo segnalato al prefetto, Gian Valerio Lombardi, che nella commissione elettorale circondariale di Milano i tre membri anziché essere designati dal consiglio provinciale sono stati invece nominati dal presidente della Provincia. Violazione che appare però quasi “veniale” rispetto alla scelta di Filippo Penati di nominare esclusivamente i candidati della maggioranza ovvero di cancellare la presenza della Casa delle libertà».
Bruno Dapei, capogruppo provinciale azzurro, preannuncia dunque l’intervento del prefetto «per ristabilire quelle regole democratiche violate dall’amministrazione Penati» all’interno delle commissioni elettorali di Milano e Provincia che, è bene ricordare, hanno il potere di ammettere o escludere liste di candidati, simboli ed eventuali ricorsi degli aventi diritto al voto. Denuncia che l’Unione vuole giocare una partita elettorale senza fair play firmata anche da Alleanza nazionale, Lega e Udc: tutti uniti da una speranza «per il prestigio dell’Istituzione Provincia, che risulti falsa la firma di Penati in calce ai documenti che provano questa grave violazione in materia di procedimento elettorale». Speranza, aggiunge il capogruppo provinciale di An Paola Frassinetti, che «vacilla non solo all’esame calligrafico ma anche rispetto alla tempistica»: infatti, le nuove commissioni elettorale dovevano essere formate da più di un anno e ora «non abbiamo tutto il tempo necessario per un ricorso che notificato già domani rischia di non vedere la sentenza relativa prima dei prossimi appuntamenti elettorali». Interpretazione non maligna ma oggettiva di un’operazione «politicamente scorretta che scardina il sistema delle garanzie» chiosa Dapei.
E sul tema anche l’ex prefetto Bruno Ferrante è chiamato a esprimersi «per par condicio». Chiamata in causa da un candidato che per primo, butta là Dapei, «vagheggia di legalità salvo però approfittare suo malgrado delle violazioni commesse dai suoi sponsor».