Commozione  nel mondo: un minuto di silenzio all'Onu

Solidarietà e offerte di aiuto sono arrivate da tutto il mondo:
dall'America alla Russia, dalla Francia alla Germania, dalla Serbia
all'Egitto e alla Libia. L'Onu e l'Unione europea si sono messe subito
a disposizione

Roma - Il mondo si commuove davanti alla tragedia che ha colpito l'Italia, davanti ai morti e alle distruzioni del terremoto. E le Nazioni Unite si stringono attorno a chi ha perso tutto, dedicando un minuto di silenzio alle vittime.
Solidarietà e offerte di aiuto sono arrivate da tutto il mondo: dall'America alla Russia, dalla Francia alla Germania, dalla Serbia all'Egitto e alla Libia. L'Onu e l'Unione europea si sono messe subito a disposizione. E non solo le istituzioni si sono mosse: gli operai della Fiat che lavorano a Belgrado hanno annunciato che doneranno il sangue, gli abruzzesi che vivono in Germania si stanno organizzando per inviare aiuti e volontari sono pronti a partire da molti paesi. Una 'solidarieta' mondialé che ha colpito e "confortato" anche il presidente della repubblica Giorgio Napolitano. " Molti paesi ci hanno offerto la loro solidarietà - ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, collegato in diretta con il programma tv 'Matrix' - sono in tutto 35 le nazioni che ci hanno offerto sostegno; ma nell'immediato non ce n'é bisogno. Per ora bastano le nostre forze".
Le condoglianze degli STATI UNITI sono arrivate da Ankara, dove il presidente Barack Obama si trova in missione. Aprendo la conferenza stampa congiunta con il presidente della TURCHIA Abdullah Gul, Obama ha ricordato il terremoto, inviando all'Italia le condoglianze a nome dei due paesi. E l'America ha anche messo a disposizione dell'Italia 50 mila dollari. Il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon si è detto "rattristato" ed ha assicurato che l'organizzazione si è messa a disposizione delle autorità italiane.

L'UNIONE EUROPEA ha immediatamente dato la disponibilità a fornire aiuti e dall'Italia è infatti arrivata la richiesta di accesso al fondo europeo di solidarietà per le catastrofi naturali. Messaggi di solidarietà sono giunti dal presidente della commissione Jose Manuel Barroso, dal presidente dell' europarlamento Hans-Gert Poettering, dall'alto rappresentante per la politica estera Javier Solana e dal leader libico Muammar Gheddafi, all' indirizzo del "Caro amico Silvio Berlusconi".

Dalla FRANCIA è arrivata la solidarietà del presidente Nicolas Sarkozy, oltre alla disponibilità, espressa dai ministri degli esteri Bernard Kouchner e dell'interno Michele Alliot-Marie, a fornire tutto l'aiuto che si riterrà necessario: 100 pompieri sarebbero già pronti a partire. Anche il BELGIO, come ha assicurato il vicepremier e ministro degli Esteri, Karel De Gucht, è pronto ad inviare aiuti, così come la SPAGNA che ha messo a disposizione squadre di soccorso e cani per la ricerca di persone rimaste sotto le macerie. E per esprimere il cordoglio degli spagnoli, il re Juan Carlos ha contattato personalmente Napolitano. La RUSSIA è invece pronta a mandare i suoi specialisti per assistere l'Italia. Da Mosca sono arrivati al presidente Giorgio Napolitano e al premier Silvio Berlusconi i messaggi di condoglianze del presidente Dmitri Medvedev e del premier Vladimir Putin e un minuto di silenzio è stato osservato al museo Pushkin.

Anche il premier Benyamin Netanyahu, che ha espresso le sue condoglianze a Berlusconi, ha assicurato che ISRAELE è pronto ad inviare aiuti, se sarà necessario. Messaggi di vicinanza e condoglianze sono giunti anche dalla POLONIA che "si unisce -ha detto il premier Donald Tusk- al dolore delle famiglie delle vittime", dalla SERBIA, con il presidente Boris Tadic, dal KOSOVO con i telegrammi del presidente e del premier Fatmir Sejdiu e Hashim Thaci, dall'ALBANIA, dove il governo guidato da Sali Berisha ha offerto un sostegno finanziario di 50mila euro per gli sfollati; dalla ROMANIA, con messaggi del premier Emil Boc e del ministro degli esteri Cristian Diaconescu. Anche da CIPRO e MALTA sono giunte lettere di condoglianze.

E poi ancora condoglianze sono giunte dal presidente dell'EGITTO Hosni Mubarak, la leader della LIBIA Gheddafi e da quello dell'AFGHANISTAN Hamid Karzai. Dal LIBANO, dove la cittadina di Baalbek, gemellata con L'Aquila, che si è detta pronta ad aiutare "in ogni modo possibile".