Como, i giardini e il decalogo del cliente educato

Da incredibili realtà verdi alla riscossa della ristorazione lariana grazie a uno chef tutto bon ton

nostro inviato a Como
Se c’è una provincia lombarda che non ha mai brillato per golosità, anche se il pane lì sul lago è sempre ottimo, questa è quella di Como. Forse tutto lì attorno al Lario è così bello e così pieno di turisti ipnotizzati che mangiare bene diventa secondario perché nessuno ci pensa e rimanda il rito della buona tavola a un’altra occasione.
Eppure qualcosa sta cambiando, al punto che un forestiero potrebbe anche spingersi a Como anche per un buon mangiare e non solo per la spettacolare bellezza del posto. È valido il pesce di mare ai Tigli a lago vicino alla funicolare per Brunate, 031.301334; è ottima a Cernobbio la pasticceria Poletti al 34 di via Regina, 031. 511229 (superlative le brioche); stesso paese ma in alto piace il Glicine in piazza Santo Stefano, 031.511332, così come ha i suoi estimatori l’Antica Trattoria in via Cadorna a Como, 031.242777, con il camino e la brace per fiorentine come si deve.
Ma su tutti svetta Andrea Dotti detto Momi. Ex Nuovo Macello a Milano, tornato comasco un lustro fa, Momi ha preso in mano il ristorante sul tetto del Coin a ridosso del Duomo (che ammiri in fronte) gli ha dato per nome il suo soprannome e sta facendo così bene da strappare gli applausi dei più. Sempre aperto a pranzo con proposte più semplici e veloci, mai banali però, apre per cena anche da mercoledì a sabato qauando i clienti cambiano e non viene più inserito in carta un elenco di consigli per la buona educazione. È indirizzato ai liceali che arrivano a scuole chiuse e bivaccano. Dotti li invita, ad esempio, a non fumare, a non sporcare volontariamente i tavoli, a non bestemmiare e dire parolacce, a non masticare la cicca come mucche, a togliersi il berretto, a non picchiarsi e a rispettare il lavoro dei camerieri e dei cuochi. Ovviamente andrebbe recapitato anche a tanti genitori che se ne fregano della quotidianità vuota dei loro figli.
Da Momi ci sono piatti intensi come le Costine di maiale al vino rosso e il Fegato di vitello alla veneta con fichi, ma anche ghiotte alici ripiene, sapidi gnocchi cipollotto e bottarga fino a un simpatico polipo con nervetti e trippa olive e rosmarino. Per informazioni e prenotazioni 031.267846, menù degustazione (7 portate a scelta dello chef) a 35 euro. Il Duomo di notte da solo merita una visita, poi c’è Momi che vi aggiunge il suo mondo.
Un pretesto per recarsi a Como arriva dal circuito dei Grandi Giardini Italiani, 031.759211, grandigiardini.it. Vi ritroviamo i giardini più belli dell’Italia intera, con un’avvertenza: sono tutti visitabili. Nato 10 anni fa, conta oggi 75 giardini in 13 regioni (ma il 75° è a Malta), un patrimonio che vanta cinque secoli di storia. Como ne accoglie la sede operativa, nonché quattro certezze come il verde di Villa Melzi d’Eril a Bellagio, Villa d’Este a Cernobbio, Villa Balbianello a Lenno e Villa carlotta a Tremezzo. A livello di regione invece, ecco Isola del Garda a San Felice del Benaco (Brescia), il Vittoriale a Gardone Riviera (Brescia), il Parco del castello di Grazzano Visconi (Piacenza), Villa Borromeo Visconti Litta a Lainate (Milano) e Villa della Porta Bozzolo a Casalzuino (Varese).