Comodato e superficie: ecco come funziona per i terreni di Expo

Il diritto di superficie prevede che l’ente terzo cui vengono cedute le aree, la società Expo 2015 spa, sfrutti i terreni, senza diventarne il proprietario

In questi giorni si è parlato tanto di comodato d’uso e diritto di superficie, ma di cosa si tratta? Il comodato è un contratto, regolato dal codice civile, in base al quale il proprietario di un bene, in questo caso un terreno, lo affida a un terzo per un dato periodo, terminato il quale il bene viene restituito al legittimo proprietario. Sottinteso all’accordo un rapporto di fiducia: il proprietario si aspetta che venga fatto buon uso del bene in prestito. Nel caso dell’accordo Expo al comodato d’uso, a titolo gratuito, si è aggiunto anche il diritto di superficie.
Il diritto di superficie prevede che l’ente terzo cui vengono cedute le aree, la società Expo 2015 spa, abbia anche diritto di sfruttare i terreni, senza diventarne i proprietario, per un certo periodo. In cambio i privati hanno chiesto 5000 euro. Un esempio di sfruttamento economico dei terreni sarà il biglietto di ingresso all’Expo, i cui ricavi andranno a chi ha il diritto di superficie ovvero Expo 2015 spa. La formula dell’accordo studiato da Comune e provincia mescola quindi 2 istituti classici del diritto civile per dare al pubblico il maggior margine possibile di azione sui terreni. Per quanto riguarda poi la restituzione dei terreni al termine di Expo anche qui la formula trovata si discosta dalla norma. In questo caso, infatti, si prevede che solo il 46% delle aree tornerà nelle mani dei legittimi proprietari a differenza di quanto prevede il comodato. Un esempio pratico lo offrono le spiagge: le spiagge vengono concesse in uso ai privati per un determinato periodo, e poi vengono restituite al Demanio.
Sia la soluzione del comodato d’uso sia quella prospettata dal governatore Formigoni dell’acquisto dei terreni tramite Newco sono in linea teorica suscettibili di contestazioni da parte della Corte dei conti. Per quanto riguarda il comodato d’uso nel caso in cui i privati non mantenessero le promesse, ovvero non versassero quei fondi pattuiti, allora i soci pubblici che hanno sottoscritto l’accordo potrebbero rischiare contestazioni da parte della Corte dei conti per danno erariale. Nel caso della Newco la società, o meglio l’amministratore della società, potrebbe essere accusato di danno erariale nel caso in cui i soci non fossero rientrati nelle spese iniziali di acquisto delle aree. I soci potrebbero quindi rivalersi sull’amministratore della società con l’accusa di aver impostato male l’operazione.