Comotto e il raccattapalle Fairplay in gol con un bacio

Così il capitano del Torino ha voluto ringraziare il ragazzino dell’Udinese che aveva rimesso la palla in campo senza perdere tempo apposta

Sputi, bestemmie, insulti gomitate, calcinculo. Poi, improvvisamente, un bacio. Gianluca Comotto non si iscrive al club dei dico, è uno tosto lui, capitano del Torino Toro, e gli è capitato di diventare eroe per caso, sfuggito ai più perché soltanto le cose brutte e sporche e cattive finiscono in copertina, il resto è fuffa, il resto è roba da baci perugina.

Baci, appunto. Capita che il Toro le sta buscando a Udine, anche ridotto in dieci per l’espulsione di Vailatti sciocchino nel rispondere con una trapetta (trattasi di sgambetto in dialetto turineis) all’avversario, dunque i granata le prendono, ma dopo un’azione di attacco furente il pallone finisce oltre la linea di fondo. I torinisti rientrano sconsolati, ma il biondino raccattapalle friulano - avrà dieci anni o suppergiù - non fa il furbo, non tracheggia, non perde tempo, anzi ributta sùbito il pallone al di là dei cartelloni pubblicitari dove aveva concluso la traiettoria, così da rimetterlo immediatamente in gioco. Gesto imprevisto ma genuino, bello fresco, dimenticato, direi romantico. Comotto che era sul piede di (ri)partenza ha arrestato la corsa e ha puntato diritto verso il ball boy come lo chiamano sull’isola britannica. Noi, abituati agli sputi, alle bestemmie, alle gomitate, ai calcinculo di cui sopra, abbiamo temuto il peggio, sta a vedere che adesso lo strizza, lo schiaffeggia, lo travolge.

No, cari maligni afflitti dai cattivi pensieri. Gianluca Comotto ha stretto sì fra le mani il viso paffutello del ragazzino e gli ha mollato un bacio di quelli da Carramba raffaelliana. Il bimbo è rimasto stranito, lo schiocco lo doveva aver tramortito insieme con la sorpresa del gesto compiuto dall’avversario, dal nemico di serata.

Stavolta ci vorrebbe la prova tivvù per premiare il capitano del Toro che aveva dovuto sopportare l’ingiustizia di un affondamento irregolare sul gol di Floro Flores. Tutta roba dimenticata da quel bacio. Del resto, Comotto è entrato di diritto nell’album storico delle «figiu» granata il giorno in cui il Toro celebrò il suo centenario, davanti alle vecchie glorie, il naso sghembo di Nestor Combin, il brizzolato Leovigildo Junior, il generoso Ciccio Graziani e PuliciPaolino: il capitano segnò all’Empoli un gol venuto giù dal cielo, di stile e fattura non proprio del repertorio di questo eporediese. Una volta nella vita si può scrivere questo aggettivo, quelli di Ivrea lo aspettavano da tempo. C’è voluto un bacio.