La Compagnia delle Opere: «Votiamo il Polo»

Tra i motivi della scelta il no a eutanasia, aborto e unioni di fatto

Massimiliano Scafi

da Roma

«Voteremo centrodestra». Stavolta la Compagnia delle opere sembra non avere dubbi: «L’Italia è alla prova. Il 9 aprile saremo chiamati a una scelta di libertà e nello schieramento di centrosinistra prevalgono correnti radicali e massimaliste». Una scelta di campo netta, per certi versi sorprendente, soprattutto dopo i recenti, prolungati annusamenti tra Cl e Margherita. Un riavvicinamento parziale e incompleto visto che, al dunque, il braccio economico di Comunione e liberazione si schiera con la Cdl.
«Al voto per difendere la libertà», questo è il titolo del volantino che la Cdo ha distribuito in queste ore. Cinque i punti che, agli occhi della Compagnia, rendono l’Unione invotabile. Il primo è la difesa della vita: «Rosa nel pugno e altri preannunciano leggi in favore dell’eutanasia e scelte più permissive sull’aborto e gli embrioni». Secondo, la famiglia, per le iniziative a favore dei Pacs e delle coppie di fatto. Poi la scuola, dove «si preannuncia un rilancio della burocrazia statalista e un arresto della parità tra pubblico e privato». Poi ancora l’economia: «Nel programma di prefigurano il ridimensionamento della legge Biagi, un rilancio delle partecipazioni statali, dei privilegi ai sindacati, un rallentamento delle grandi opere. L’ambiguità sulla Tav ne è un esempio». Ultimo punto, la politica estera, dove «per garantirsi il consenso della sinistra estrema non si emargina con chiarezza chi esalta il terrorismo internazionale». E sull’emigrazione, «con grave irresponsabilità si predica un’apertura indiscriminata».
Conclusione: «Nel centrosinistra le correnti radicali e massimaliste mettono a tacere le posizioni moderate che pur ci sono». Insomma, troppo Stato e poco mercato, sentenzia la Cdo, che cita il Benedetto XVI del Deus caritas est: «Non uno Stato che regoli e domini tutto è ciò che ci occorre, ma invece uno Stato che generosamente riconosca e sostenga, nella linea del principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali e uniscono spontaneità e vicinanza agli uomini bisognosi di aiuto».
Certo, nel centrodestra non tutto è perfetto. Anzi. «L’attuale governo non ha raggiunto tutti i risultati che si prefiggeva, né mancano i conflitti di interesse». Tuttavia, sostiene la Compagnia delle opere, «l’azione della Cdl non ha intenzione di bloccare la libertà e la responsabilità dei singoli, la ripresa della piccola e media impresa e il riorganizzarsi della società dal basso».
E ancora: «L’attuale maggioranza, se non favorisce, tuttavia non penalizza, almeno sul piano del principio, il rilancio di un’educazione da parte di gruppi e settori sociali che credono nel valore della persona e che scommettono sulla sua libertà». La Cdl, insiste la Compagnia, sempre attenta ai risvolti dell’economia, ha mandato «segnali nella giusta direzione» su alcuni argomenti cruciali: la riforma del mercato del lavoro, le politiche per i distretti, la legge sull’impresa sociale, il cinque per mille per no-profit. Tutto ciò porta la Cdo a invitare a scegliere il centrodestra: Un voto per difendere la libertà di tutti. Delle persone, della realtà educative e sociali, delle imprese. E della Chiesa, quella entità che difende la vita umana, che educa alla carità e che sostiene la speranza del futuro».