Una compagnia senza futuro e anche i sindacati scappano

da Milano

Dopo che Carlo De Benedetti e Alessandro Benetton si sono dichiarati «indisponibili» a partecipare alla privatizzazione di Alitalia, anche i sindacati si dicono perplessi sull’operazione di vendita. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, chiede che «si chiarisca» questo tirarsi indietro degli imprenditori. «In una situazione come quella di Alitalia - dice - che si trascina da mesi, pensavamo ci fosse già qualcosa di definito. Basta con le astrattezze». Quanto sta accadendo, a suo giudizio, «è la dimostrazione di quanto il governo vuole andare avanti senza chiarire niente a nessuno».
Il tema della salvaguardia dell’occupazione è il motivo del mancato interesse imprenditoriale e la principale preoccupazione dei lavoratori. Il bando di gara per la privatizzazione, ha detto ieri il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, salvaguarderà anche i livelli occupazionali della compagnia. «È uno dei grandi temi in discussione e anche a questo il bando di gara farà cenno - ha spiegato Bianchi - si tratta di affrontare un tema delicato e importante come quello dei livelli occupazionali. Si cercherà di farlo nel modo migliore possibile in relazione a quelle che sono le salvaguardie dell'occupazione e contemporaneamente l'efficienza della compagnia».
E nella giornata dello sciopero il titolo Alitalia ha chiuso la seduta a Piazza Affari con segno positivo (0,43%), dopo aver sofferto pesanti ribassi fino a toccare meno 3 per cento.