Il comparto che vale 6 miliardi lancia la sfida alla congiuntura

L’industria nautica italiana tiene
bene la rotta nonostante la congiuntura
mondiale di incertezza e di crisi.

L’industria nautica italiana tiene bene la rotta nonostante la congiuntura mondiale di incertezza e di crisi. L’analisi è di Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina (l’associazione dei cantieri nautici che fa capo a Confindustria). Ma è pur vero che il Nautico di Genova ha sempre dato risposte concrete alle necessità delle aziende di fare business. I numeri sciorinati da Albertoni dicono che nel 2007 il settore è cresciuto del 12%, mentre il fatturato sì è attestato a quota 6 miliardi di euro per un’occupazione di circa 37mila unità (compreso l’indotto). «Di questo siamo non solo soddisfatti - dice Anton Francesco Albertoni -ma soprattutto orgogliosi, perché il risultato premia il duro lavoro degli imprenditori e la capacità produttiva italiana in unmercato sempre più globale. Questi eccellenti risultati, tuttavia, non ci tranquillizzano per l’imminente futuro». Sono parole prudenti quelle del presidente. Frasi che vogliono sottolineare le attuali difficoltà della piccola nautica, mache al contempo esaltano il comparto dei grandi yacht (24 metri), fiore all’occhiello che conferma la quota di mercato mondiale del 46%. A fronte di una crescita mondiale del comparto di poco inferiore al 20%, la produzione italiana, infatti, è cresciuta del 23% in termini di ordini, raggiungendo, nel periodo 2007-2008 le 427 unità in costruzione. «Senza paura - aggiunge Albertoni - di fronte a un clima di incertezza, Ucina, consapevole di rappresentare un’industria giovane ancorché piena di potenzialità, rafforza il proprio impegno sui progetti istituzionali che mirano a ottenere per il comparto importanti riforme legislative in campo fiscale, ambientale, del turismo nautico, della sicurezza, e un’evoluzione della politica delle infrastrutture nautiche. Come sempre tali tematiche saranno oggetto di dibattito nel corso di questo Salone. Daqui la mia proposta al governo: lavoriamo in queste settimane - come abbiamo iniziato a fare dalla primavera - affinché a Genova non si discuta su quali siano le priorità per la nautica,ma si discuta su comemetterle in atto».