An compatta: non perdiamo più tempo

Rinnovo di Bankitalia: il partito di Fini prepara un documento. Violante (Ds): «Situazione non più tollerabile»

Anna Maria Greco

da Roma

A parte la Lega, per trovare qualcuno che difenda Antonio Fazio bisogna guardare ai partiti più piccoli e nuovi che compaiono all’orizzonte, dalla nuova Dc di Gianfranco Rotondi al Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo. Per il resto, da centrodestra e centrosinistra, si chiede la testa del Governatore della Banca d'Italia e con poche sfumature.
«Nel prossimo Consiglio dei ministri - propone il ministro An dell'Agricoltura Gianni Alemanno - sarà opportuno verificare le indicazioni di Siniscalco e giungere a un atto ufficiale se nel frattempo la situazione non si sarà sbloccata». Ancora più esplicito il ministro della Salute Francesco Storace: «Credo sia inevitabile che arrivi il gesto delle dimissioni. Ormai - spiega - il Parlamento intero reclama il gesto dal governatore».
C’è poco da fare per il capogruppo Ds alla Camera Luciano Violante, «la situazione non è più tollerabile: il Governatore deve prendere atto dello stato delle cose e ritirarsi». Più cauto il segretario dell'Udc Marco Follini, che non si sbilancia sulla necessità di un atto formale del governo e sull’attacco del ministro dell’Economia a Fazio ripete: «Attendo di capire. Vorrei giudicare la posizione di Siniscalco dopo aver saputo se è la posizione di tutto il governo».
Potrebbe essere An a proporre al tavolo del governo un documento ufficiale sul caso Fazio e d’altronde, ricorda Alemanno, è stata tra i primi a sollecitare una fase nuova in Banca d'Italia, che cominci «più rapidamente possibile». Ma c’è anche una mozione sulla riforma di Bankitalia di Guido Crosetto, responsabile per il credito di Fi e del responsabile economico azzurro Renato Brunetta, che chiede all’esecutivo di «assumere iniziative sul tema». Il governo prepara dunque un passo formale, come ha chiesto Siniscalco? Per il senatore di Fi, Luigi Grillo, «le parole pronunciate da Berlusconi non sono un cambiamento di opinione» e l’autosospensione non ha fondamento giuridico. Rotondi difende il Governatore perché, spiega, crede «nello Stato di diritto e non nella repubblica delle banane dove senza processi e senza accuse si fanno fuori le istituzioni». Per lui dovrebbe dimettersi Siniscalco, non Fazio. Lombardo non si spiega tanto accanimento contro il Governatore: «Non vedo cosa ci sia stato di illegittimo nel suo comportamento». L’opposizione intanto ironizza sulle sorti di Bankitalia nelle mani dei convitati alla cena di Arcore tra Berlusconi, Bossi e Tremonti. «È grottesco», dice il segretario del Pdci Oliviero Diliberto. Il presidente dei senatori Ds, Gavino Angius, si augura che il Governatore non aspetti un intervento esterno, ma trovi il coraggio per «un atto di responsabilità di fronte al Paese, anche in relazione al crollo di credibilità». Per il segreterio di Prc, Fausto Bertinotti, ormai il quadro è compromesso. «Può anche essere che si giunga ad una soluzione, ma con il rischio di esserci arrivati nel peggiore dei modi. Come dicono in Veneto: peggio la toppa del buco. Ma certo, in questa situazione di crisi istituzionale, vi è una responsabilita del governo enorme». Il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio ripete che Fazio «avrebbe dovuto dimettersi da tempo: sarebbe stato molto meglio per lui e per l'Italia». Antonio Di Pietro, guida dell’Italia dei valori, dichiara: «Il governo non può continuare a fare il Ponzio Pilato, perché l'inadempimento grave diventa ora una sua responsabilità».