Competitività, passa il decreto Nonostante cento assenti

Fra i banchi di An mancavano 50 deputati su 96 e La Russa convoca i suoi per oggi. Follini: io c’ero...

Emanuela Fontana

da Roma

Il decreto sulla competi-tività, il «piano di azione per lo sviluppo», con fondi per mobilità «pulita», Olimpiadi, aree critiche Fiat, ha ottenuto il sì della Camera e ora passa al Senato. Ma non senza colpi di scena: prima che l’aula lo approvasse, con 227 sì e 211 no, la Cdl era stata battuta su un emendamento proposto dai Ds. Era metà mattina, e non è stato un caso isolato, dal momento che il centrodestra è «andato sotto» anche a un emendamento di Forza Italia sul ponte di Messina (con la Lega che ha votato contro) e ha perso la battaglia su altri due emendamenti dei Verdi al decreto sull’energia.
Insomma, il giorno del via libera in prima lettura a Montecitorio è stato caratterizzato da scranni vuoti e voto con suspence per la Cdl. I Ds forse azzardavano troppo quando, dopo la sconfitta 194 a 163 all’emendamento da loro proposto, parlavano di «oltre duecento assenze nella maggioranza», ma la quota cento non-presenti è stata superata (107) e, se si aggiungono i parlamentari in missione (giustificati) si arriva a 172. Assenze vistose, tanto che è stato lo stesso presidente della Camera Pier Ferdinando Casini a esserne stizzito: «Debbo biasimare le assenze in aula. Nonostante l’impegno dei capigruppo c’è un livello di assenze intollarabile». Se il segretario dell’Udc Marco Follini ha sdrammatizzato («Non so, io c’ero, comunque assenze c’erano nei banchi di tutti»), il vicepresidente di An Ignazio La Russa ha già convocato per oggi pomeriggio una riunione dei vicepresidenti di An e dei capigruppo di tutte le commissioni. Ordine del giorno: presenze in aule e in commissione.
«La Cdl è in liquidazione, e non solo per le temperature estive», ha spedito un siluro a tutti il leader della Margherita Francesco Rutelli. In realtà una giustificazione per qualcuno c’è, ed è meteorologica: i deputati milanesi e lombardi sono stati bloccati fino a due ore nell’aeroporto di Linate a causa di un forte temporale «che ha provocato ritardi di sessanta minuti in 30 voli, di cui 11 su Roma», conferma la Sea, la società di gestione di Linate e Malpensa.
Tra i bloccati ci sono per esempio il responsabile economico di forza Italia Luigi Casero, i colleghi azzurri Antonio Verro e Maurizio Lupi, ma anche Lino Duilio della Margherita, che in effetti risulta assente dai tabulati della votazione. Il ritardo aereo vale solo per qualcuno, non per tutti.
Il redde rationem, comunque, ci sarà, quantomeno in An, il gruppo in cui le assenza sono state più numerose. Su 96 deputati ne mancavano 50, quindi oltre la metà, altri 21 erano in missione: i votanti sono stati dunque 25. In Forza Italia si sono contate 39 assenze su 173 deputati, nella Lega mancavano 10 parlamentari su 28, nell’Udc 8 su 34.
Il decreto sulla competitività passa quindi ora al Senato. Tra i punti più importanti: 70 milioni di euro per la promozione di mezzi Gpl e a metano; la sanatoria sui debiti contributivi, con l’estensione del pagamento a rate su tutti i debiti previdenziali, voluta fortemente da An e che in Senato la maggioranza modificherà certamente; 15 milioni di euro per il 2005 più 35 milioni per il 2006 come contributo alle aree in crisi dell’industria Fiat; fondi per le Olimpiadi 2006 di Torino (170 milioni agli enti locali). Il decreto prevede anche l’individuazione di città «strategiche» con una legge obbiettivo per investimenti infrastrutturali, un fondo per quei Comuni che razionalizzano in materia di energia, norme fisse sui buoni pasto. Un emendamento dei Ds approvato sui «diritti di proprietà industriale» prevede che gli inventori, oltre a essere riconosciuti autori di ciò che hanno creato, godranno di almeno il 30% dei diritti derivanti dallo sfruttamento del brevetto.
Al Senato le novità saranno molte, e ce ne sono state altrettante del resto anche a Montecitorio: il relatore Guido Crosetto (Fi) aveva inserito nuove norme approvate dalla commissione Bilancio proprio alla vigilia del voto e l’opposizione, durante l’iter in aula, ha avuto la meglio sette volte. In Senato, per esempio, il governo ripresenterà la riforma di volontariato stralciata alla Camera. «Questa riforma è e resta una priorità del governo, pertanto il testo sarà ripresentato integralmente e al più presto», ha confermato il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Grazia Sestini.