«Complotti femministi contro l’Iran»

Teheran. Agenti «sionisti», femministe, riformisti, oltre agli Usa e a Paesi europei: sono molti gli attori coinvolti, secondo il quotidiano ultraconservatore iraniano Keyhan, in un tentativo di promuovere quella che Teheran ha definito una «rivoluzione di velluto», con il sostegno del miliardario-filantropo americano di origine ebraica George Soros. Tra le pedine di spicco del complotto, affermano le autorità iraniane, vi sono alcune persone con doppia cittadinanza americana e iraniana arrestate o trattenute in Iran nelle ultime settimane. Tra queste, Kian Tajbakhsh, collaboratore dello stesso Soros, finito in carcere a Teheran. Teheran sostiene che l’obiettivo era far cadere la Repubblica islamica attraverso la penetrazione nella società iraniana di nuove idee, comprese quelle femministe.