«Complotto Rai», Del Noce querela Curzi

da Roma

«Giovedì sera ci è stata notificata nei nostri uffici al settimo piano di viale Mazzini una citazione per diffamazione dal direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, per un articolo-intervista pubblicato dal quotidiano La Stampa il 25 agosto 2005». Lo rendono noto i consiglieri d'amministrazione di Viale Mazzini Alessandro Curzi e Nino Rizzo Nervo.
«Dall'atto - aggiungono - risulta che sono stati citati in giudizio, e di questo siamo vivamente rammaricati, anche il direttore del quotidiano e l'autore dell'articolo. La prima udienza è stata fissata presso il tribunale civile di Roma il 30 gennaio 2006. Essendo chiamati in causa nella nostra qualità di consiglieri di amministrazione - concludono Curzi e Rizzo Nervo - incaricheremo l'ufficio legale della Rai ad assumere la nostra difesa nei confronti del direttore di Raiuno». Nell’intervista fu ipotizzato un disegno della Rai per far vincere gli ascolti a Mediaset. La vicenda ha ovviamente scatenato subito una grande quantità di reazioni.
«È inaudito che un dirigente Rai quereli dei membri del consiglio di amministrazione per vicende legate a un dibattito che è tutto politico». Lo dice Franco Giordano, presidente del gruppo di Rifondazione Comunista alla Camera e capogruppo nella Commissione di vigilanza Rai. La querela del direttore Fabrizio Del Noce ai consiglieri d'amministrazione Rai è «un fatto grave e inaudito». Lo ha affermato Enzo Carra, deputato Dl in Commissione di vigilanza Rai, sottolineando che «nel merito, mi sembra che le argomentazioni usate dai due consiglieri Rai abbiano fondamento». Quanto al metodo, «in una qualsiasi azienda - prosegue l'esponente della Margherita - un dirigente che sporgesse querela nei confronti di un consigliere di amministrazione non potrebbe che far nascere un caso di evidente incompatibilità». «A meno di non prevedere per la Rai - ironizza Carra - un particolare regime societario nel quale siano i dirigenti a rompere il rapporto fiduciario con i propri amministratori».
Giuseppe Giulietti, capogruppo ds in Commissione di vigilanza Rai, e i commissari ds Luciano Modica e Giorgio Panattoni dicono infine che si tratta di «una iniziativa clamorosa e senza precedenti e che conferma l'intenzione di una parte della destra di destabilizzare il nuovo gruppo dirigente, a partire dal direttore generale».