Comprano case «fantasma» ma mutuo e tasse sono reali

Un’immobiliare truffa centinaia di famiglie, ora costrette a pagare le banche e il fisco

Michele Perla

Truffati e beffati. Prima dall’immobiliare e poi dall’Agenzia delle entrate. Costretti a pagare un mutuo per un casa che non hanno mai posseduto, ma anche salatissime multe comminate dal fisco per la successiva vendita dell’immobile. Una vicenda paradossale che ieri mattina ha spinto una trentina di persone a occupare la redazione di Legnano del quotidiano «Il Giorno», per rendere pubblica la loro situazione.
La punta di un iceberg. Secondo l’associazione Sos Usura, sono infatti centinaia le famiglie di Parabiago, di molti comuni dell’Alto milanese e anche del Varesotto, rimaste vittime di una truffa per milioni di euro, perpetrata da una società immobiliare di Parabiago.
La vicenda per molti versi complessa, prese il via cinque anni fa, quando in tanti accettarono di acquistare gli immobili, e fra questi molte seconde case in località turistiche, in diverse regioni italiane, a condizioni vantaggiose.
«Ci garantirono - ricorda un’infermiera truffata - che ci avrebbero pensato loro ad affittare gli immobili e con il ricavato a pagare i nostri mutui». Poi le cose precipitarono: i titolari dell’immobiliare vennero arrestati, le pratiche non furono perfezionate e i mutui non vennero pagati. E le banche imposero ai sottoscrittori di onorare le scadenze. Così in 700 chiesero di recedere dai contratti firmando sempre con la stessa immobiliare degli incarichi a vendere.
Gli immobili vennero in parte conferiti ad altre società per la vendita, ma anche in questa fase le zone d’ombra hanno prevalso sulla chiarezza sempre a danno delle famiglie. Molte seconde case vennero denunciate come primo alloggio a tassazione agevolata, e in buona parte dei casi elusa l’imposta Ici ai rispettivi comuni.
La Guardia di finanza ha svolto un’indagine sulla vicenda, che ha portato finora alla denuncia di 25 persone per truffa, compresi un notaio e tre direttori di banca. Ma si è mosso anche il fisco per accertare le evasioni di imposte sulla vendita, presentando il conto. Salato. Una delle persone che ha occupato la redazione del quotidiano ha mostrato una cartella esattoriale di 50mila euro, mentre un’altra ne ha ricevuto due da 14mila. Come se non bastasse, i raggirati risultano protestati e sono nell’impossibilità di accedere al sistema creditizio bancario.
«Le famiglia sono state raggirate - recita un documento diffuso da Sos Usura -, e non compete loro il pagamento delle multe inflitte dalla Commissione tributaria. Pertanto chiediamo l’intervento del ministero delle Finanze e di quello della Giustizia perché possano controllare e rimediare a quanto si è verificato sia nel corso dell’accertamento tributario, sia nella vicenda giudiziaria». Nei prossimi giorni il comitato dei truffati manifesterà a Milano davanti all’Agenzia delle entrate.