Lo comprano tutti, vuol dire che è bello

Lo comprano tutti, vuol dire che bello, anzi bellissimo, anzi un best seller, anzi Gomorra. Super Gomorra! Un libro (che è un saggio e non un romanzo) non a caso da Oscar, scritto da uno scrittore che non è romanziere ma è già candidato al Nobel e che piace talmente a tutti che non può non essere bello. Un po’ come la musica di Giovanni Allevi. Misteri.
Ecco. Saviano e Allevi, va detto per dovere di cronaca, c’entrano poco col saggio di Luca Mastrantonio e Francesco Bonami di cui stiamo per parlare (Allevi non lo citano neppure, e Saviano lo sfiorano da paraculi quali sono), ma potrebbero starci bene dentro. Perché Mastrantonio - che è il capocultura del Riformista, quindi uno del mestiere - e Bonami - che è critico d’arte, quindi anche lui uno del mestiere - hanno scritto un pamphlet (così divertente e ruffiano che non serve neppure che noi si dica che è un buon libro) su quel mistero misterioso che è il successo senza motivo di molti fenomeni culturali contemporanei. Cioè su tutte quelle cose, persone, fatti che in maniera del tutto immotivata, illogica, irrazionale, ottengono improvvisamente successo e popolarità. Per questo si intitola Irrazionalpopolare, e per questo lo pubblica Einaudi.
Cose irrazionalpopolari, ossia incomprensibili miracoli d’Italia, si possono trovare ovunque - «Da Bocelli ai Suv», come recita il sottotitolo - ma a noi per deformazione professionale interessa ovviamente il campo letterario-artistico. E siamo contenti di trovare nel libro molte cose, nomi, fatti che noi stessi ci chiediamo (senza invidia, naturalmente) perché mai hanno così successo? Perché libri, autori, artisti senza un particolare talento e senza una particolare ragione - questo è il punto - diventano irresistibili, irrinunciabili, inattaccabili? Perché, da Bocelli a Moccia, da Baricco a Toni Negri (illeggibile, ma eletto a «nuovo Marx»), dalle mostre degli impressionisti a Roberto Benigni fino a Beppe Grillo (ma ci sono anche esempi di irrazionalpopolare in positivo, come Cattelan, che però è amico di Bonami...), la nostra società è dominata da supereroi senza qualità e feticci privi di magia che sono tali soltanto - o, perlomeno, soprattutto - grazie all’esagerazione, alla provocazione, persino all’impreparazione?
Figli di un totalitarismo che viene dal basso e campioni di una mediaticità calata dall’alto per quanto non si sappia da chi, i miti irrazionalpopolari sono tutto ciò di cui non avremmo affatto bisogno, ma che ci ritroviamo fra i piedi ogni tre per due: best seller e blockbuster, cinepanettoni e reality show, film stracult, intellettuali snob, opere trash. Un po’ come i centri commerciali o i cheeseburger. Pessimi, ma irresistibili. Cose perfette per le terze pagine dei giornali.