Compromessi «duali»

Tre personaggi diversi. Per interessi e professioni. Piergaetano Marchetti, il principe dei patti di sindacato, che sta scrivendo le nuove regole di Mediobanca. Mario Draghi, il governatore della banca d’Italia, dallo spirito liberalizzatore. E Alessandro Profumo, il numero uno di Unicredit-Hvb rivolto a scenari internazionali. Concordi nel criticare la nuova governance di Intesa-SanPaolo. Naturalmente senza farne il nome. La critica è: dalle parti di Giovanni Bazoli ed Enrico Salza più che adottare un modello duale si sono adottati due consigli di amministrazione. L’idea di dividere proprietà da gestione si è rivelata una pura e semplice barzelletta: e insomma la fusione si è fatta accontentando un po’ tutti. Preoccupato Draghi che dal palco del Forex esplicita i rischi generati da questa confusione di ruoli. Altezzoso Profumo che ieri ricorda come questa situazione non sia «ideale». Serio, ma da verificare nei fatti, Marchetti che dice che per Mediobanca lo stesso errore non verrà commesso. In una recente e faticosa intervista dal sapore geopolitico rilasciata da Corrado Passera al Sole24ore non si è fatto cenno di queste diffuse critiche. Forse troppo domestiche. Resta un problema molto pratico che l’attuale governance, così al centro delle attenzioni, pone. E cioè come sciogliere il nodo della controllata Eurizon, attiva nel risparmio gestito e nelle assicurazioni. L’antitrust l’ha messa nel suo mirino. Una buona pattuglia di azionisti torinesi la difende a spada tratta. Passera non sembra averla nelle sue corde. Si riuscirà a trovare un compromesso duale? Difficile in questo caso.