Un compromesso salva gli ingaggi di Collina

da Roma

Un compromesso all’italiana. Una formula che lascia intatto il bilancio della Federcalcio fino al 30 giugno e regala un minimo di credibilità al martoriato settore arbitrale, ma che risolve solo parzialmente il problema dei nostri fischietti. Che potrebbero tornare nella bufera quando da Napoli, a gennaio, arriveranno i provvedimenti giudiziari per Calciopoli.
Il compromesso in questione è il rientro nell’Aia dopo 16 mesi di Pierluigi Collina, figura carismatica fortemente voluta dallo stesso Pancalli. Ma non come designatore, bensì come una sorta di «ct», un insegnante degli arbitri fino al termine della stagione. In pratica sarà un consulente esterno del presidente Gussoni, successore ad interim del dimissionario Tedeschi, anche se per sei mesi si occuperà della preparazione dei nostri direttori di gara, partecipando ai loro raduni. E, soprattutto, lavorerà a titolo gratuito («la Figc mi ha garantito almeno il rimborso delle spese...»). È stato dunque aggirato il vero ostacolo alla cooptazione dell’ex arbitro, ovvero quello economico: Collina manterrà le collaborazioni ben retribuite con Sky e il «Sole 24 Ore» (ma il network satellitare di Murdoch si dice poco entusiasta, anzi stupito, di quest’accordo) e nel frattempo inizierà quello che Pancalli ha definito «il percorso di rientro nell’Aia».
La soluzione studiata e «partorita» in una due giorni di contatti frenetici sembra, dalle dichiarazioni di rito, soddisfare tutte le parti. Compreso il presidente della Lega Matarrese che sottolinea «il passo indietro fatto da Collina, avrà la possibilità di fare un bagno di umiltà che non gli potrà fare che bene, con un apprendistato che ne farà un grande dirigente».
Sicuramente è una soluzione che lascia aperto qualsiasi scenario futuro, come sostiene il commissario Pancalli. Quest’ultimo - primo sponsor di Collina per rilanciare l’immagine degli arbitri, devastata da un inizio di stagione disastroso - avrebbe voluto da subito l’ex fischietto come designatore, ma le sue richieste erano fuori budget e quindi, con esborso zero, si è arrivati al compromesso. Il presidente Gussoni, di fatto, prende tempo fino al primo luglio, quando il nuovo regolamento dell’Aia gli assegnerà la scelta del nuovo designatore (che potrebbe anche non essere l’ex arbitro viareggino, ma la soluzione maturerà strada facendo). Gussoni stoppa quindi i malumori del comitato nazionale - non tutti hanno digerito il rientro di Collina e molti avrebbero invece voluto una soluzione meno affrettata - con la giustificazione che l’ultima parola sulla questione spettava al commissario Figc. E fa comunque marcia indietro, accettando obtorto collo il ruolo di designatore ad interim solo perché «Pierluigi mi ha assicurato che mi avrebbe dato una mano, nei colloqui con lui ho ritrovato l’arbitro e non l’uomo immagine. Avremo quell’allenatore che è mancato negli scorsi anni».
Il più soddisfatto è l’ex arbitro italiano più famoso nel mondo che potrà continuare la sua «vita» di opinionista, pur diventando insegnante dei fischietti («preparare gli arbitri è importante almeno quanto designarli») acquistando in visibilità con un ruolo che potrebbe rivelarsi, se le cose andranno bene, di «salvatore della patria». Protetto comunque dall’«ombrello politico» rappresentato da Gussoni, diretto responsabile delle designazioni domenicali.
Collina non cerca rivincite, dopo quelle dimissioni sofferte dall’Aia nell’agosto del 2005. «Per 28 anni questo è stato il mio mondo, ci si può anche tornare. L’impegno è stimolante, torno sul campo per curare aspetti tattici e tecnici e non sono affatto preoccupato. Il futuro? Intanto ragioniamo sul presente, che mi sembra positivo». Con il 2007 verranno intensificati i raduni («finora molto scarsi...», la stoccata di Gussoni al dimissionario Tedeschi): il primo si terrà a Roma l’11 e il 12 gennaio, poi avranno cadenza quindicinale con particolare attenzione agli arbitri più giovani (si parla di raduni «differenziati»). La scelta di Collina ha riscosso favori tra i presidenti che più si sono lamentati negli ultimi tempi. «Credo sia per lui un buon punto di inizio, come designatore e come educatore degli arbitri», dice il patron del Palermo Zamparini, mentre il collega del Bologna Cazzola parla di «soluzione ottimale, perché chiama in causa due persone di straordinaria professionalità e competenza. Con l’auspicio che si instauri una stagione del dialogo tra i designatori arbitrali e i presidenti dei club».