Il computer si mangia tremila container E il porto va in tilt

Otto ore per superare i varchi Gli spedizionieri chiedono i danni alla direzione del Vte Bornacin (An): «Via i finanzieri»

Scioperi. Vento. Neve. Ora anche il computer. Il porto di Voltri è fermo, 500 e più contenitori da verificare. E ogni ora che passa aumentano anziché diminuire. Otto ore per caricarne uno, o per scaricarlo in banchina. Game over. Sul video del nuovo sistema informatico del Vte la scritta ancora non lampeggia, ma ormai c’è poco da giocare. Ci sarebbe da lavorare, ma ammesso che si parta subito, occorrerebbero 15 o 20 giorni per tornare alla normalità. Potrebbe metterci meno Napoli con la spazzatura.
L’emergenza è scattata ieri ai varchi. E gli spedizionieri sono disperati, più che qualsiasi altra categoria. Venerdì doveva entrare in funzione il nuovo sistema telematico di gestione. Ma la prova del fuoco era fissata per ieri mattina alle sei. E alle sei, la tragedia. Il «Cosmos» non ha retto. In quattro ore sono riusciti a entrare in porto appena 70 camion, alle 14 la situazione non era cambiata: 286 i Tir che erano riusciti ad arrivare in banchina, a fronte di 260 che avevano caricato un container sbarcato e guadagnato l’autostrada (dove ieri sera alle 19 c’erano code fino a dieci chilometri). Praticamente un porto fermo.
Se servisse un’immagine più chiara per i non addetti ai lavori, ci pensa Guido Giumelli, vice presidente dell’Associazione Spedizionieri, Corrieri e Trasportatori: «Ieri mattina, e la situazione non è migliorata di certo nel pomeriggio, ci volevano otto ore per un camion», sottolinea. Otto ore? «Sì, dall’inizio della coda all’ufficio merci per ottenere i documenti di imbarco o di sbarco - spiega Giumelli - fino al punto del carico della merce. Cinque ore per i documenti, due o tre ore per muoversi, fare le verifiche, passare il varco. Normalmente tutte queste operazioni insieme di fanno in un’ora». Cosa abbia provocato la paralisi al sistema è ancora da capire, ma proprio gli spedizionieri chiedono l’immediata sospensione dell’utilizzo del sistema informatico, o il rinvio dell’inizio ad altra data. Non solo, l’Associazione anticipa una pesante richiesta danni e invita anche l’autorità portuale a intervenire. «Oltre a non servire i clienti - conclude Giumelli - ci vediamo costretti a pagare il noleggio del container non utilizzato: doppia mazzata». Senza contare che dal sistema computerizzato sembrano spariti 3000 container. Molto probabilmente non sono stati immessi, di certo non risultano. Cioè non possono partire. Restano bloccati, con la merce dentro.
E la paralisi genovese, ormai strutturale, è già da tempo sulla scrivania del ministro dell’economia. Il senatore Giorgio Bornacin di An ha infatti presentato un’interrogazione per chiedere di togliere la guardia finanza dai varchi per il controllo delle merci. «C’è un regolamento europeo che non prevede la verifica dei militari, ma affida il compito alla Dogana - tuona Bornacin -. In Italia invece, rispettiamo ancora una legge del ’73 che di fatto obbliga a un doppione nelle verifiche. Con gravi e inutili perdite di tempo. La stessa guardia di finanza potrebbe essere meglio impiegata in altre attività». La parola al ministro.