Comunali, da Forza Italia appello ai liberalsocialisti

Cicchitto: «La loro collocazione naturale è nella Cdl» Sodano: «Il partito ne rispecchia l’anima e la cultura»

Marcello Viaggio

Forza Italia serra le file a Roma in vista della lunga volata elettorale di qui a primavera. Ieri in via dei Ramni a San Lorenzo si è svolto un incontro voluto dal coordinamento regionale di Forza Italia dal titolo «Liberalsocialisti in Forza Italia», al quale hanno partecipato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, il vicecoordinatore nazionale Fabrizio Cicchitto, il presidente romano Giampaolo Sodano, la coordinatrice regionale Beatrice Lorenzin e il coordinatore della campagna elettorale Giorgio Simeoni.
L’occasione per lanciare un appello alla componente più legata alla tradizione riformista, laica e democratica della Cdl, l’ala appunto liberal-socialista. «Sia se guardiamo al passato, sia se guardiamo al presente, esistono ragioni molto serie per motivare la collocazione dei liberalsocialisti in Forza Italia e nella Cdl - ha affermato Cicchitto -. Il Psi, come tutti gli altri partiti democratici, è stato distrutto da una rivoluzione giudiziaria attuata da alcune procure e gruppi finanziari-editoriali e cavalcata dal Pds. Se Berlusconi non fosse sceso in campo, se non fosse nata Forza Italia che unisce nel suo seno laici e cattolici, la libertà e la democrazia avrebbero corso rischi gravissimi. Oggi i Ds mantengono una linea giustizialista, non hanno mai fatto autocritica su Mani Pulite né rivalutato Bettino Craxi. Si limitano ad usare qualche socialista dal nome significativo come specchietto per le allodole».
Cicchitto negli anni ’80 è stato leader romano del vecchio Psi di Lombardi. Ma sono molti i socialisti di primo piano che nel corso degli ultimi anni sono approdati nelle file di Forza Italia. Per Giampaolo Sodano, tanti hanno fatto questa scelta «perché Fi, come movimento, rispecchia esattamente la loro anima e cultura liberal-socialista». Altri invece, la minoranza, sognano la fine della diaspora e il ritorno del Psi, riunificando De Michelis e Boselli con Bobo Craxi e Martelli. Sodano, siamo chiari: ci possono riuscire? «Il giudizio non può che essere negativo. Alla società italiana non serve la ricostruzione di nessun partito appartenuto all’esperienza storica e culturale del Novecento e su cui gli elettori hanno già dato un giudizio definitivo. I Ds oggi occupano lo spazio che fu del Psi, ma con un conservatorismo dogmatico che soffoca ogni novità di pensiero». L’uscita dal partito a Roma di un socialista come Roberto Lovari ha lasciato tracce? «Nessuna. Sarà più evidente in primavera. Se Lovari dovesse ricandidarsi al Campidoglio, emergerà chiaramente l’inconsistenza del voto a suo favore».
Nel partito intanto c’è aria da giro di vite. Proprio Sodano ieri ha espulso da Forza Italia il consigliere del XX municipio Francesco Petrucci e Massimo Pezzella, presidente di un club e consigliere d’amministrazione del Parco di Veio. Il 27 settembre Petrucci in un’intervista aveva preannunciato il suo passaggio all’Udeur. «Ho atteso alcuni giorni che Petrucci chiarisse la sua posizione - spiega Sodano - ma non l’ha fatto. Per questo sono stato costretto ad assumere un provvedimento grave contro atteggiamenti provocatori e lesivi dell’immagine del partito». Pezzella, pur iscritto a Fi, stava promuovendo una campagna a favore di Mastella nelle primarie del centro sinistra. Espulso anche lui. «La stessa sorte spetterà a tutti i bugiardi e gli opportunisti che non hanno rispetto per chi li ha eletti e per la comunità di Fi», è il monito di Sodano.