Comunali, La Russa stoppa il sindaco e mette Fini alla porta

Dopo l’apertura della Moratti ai futuristi arriva il no secco del
ministro: «Milano non è un laboratorio per le manovre con Fli Di
alleanze si parlerà prima a Roma». Formigoni sulla linea del dialogo:
«Il presidente della Camera raccolga la mano tesa»

A Milano prove d’alleanza con Fini? Non se ne parla nemmeno. La proposta di Letizia Moratti che parla già da candidato sindaco del centrodestra, al coordinatore nazionale del Pdl Ignazio La Russa proprio non va giù. E allora l’incidente diplomatico del vertice saltato all’ultimo momento perché la Moratti invitò i ribelli «futuristi» si ripete. Con La Russa che nella sala tutta stucchi dorati e velluti della sala dell’Orologio a Palazzo Marino, frena l’impeto di donna Letizia. L’occasione è la presentazione delle manifestazioni in città per celebrare le forze armate e il 4 novembre. «Non credo - taglia corto La Russa - che Milano sia il luogo per un laboratorio che anticipi i rapporti con Futuro e Libertà. Se ne parlerà prima a Roma, poi semmai qui avverrà a cascata». Chiaro il no alle avances inviate ai futuristi dalla Moratti, in questo più allineata sulla posizione berlusconiana dell’ultima ora. Con la richiesta di chiarezza e l’invito al dialogo. «Il mio percorso sia umano che politico - erano state le sue parole - mi vede in sintonia anche con Udc e Fli, mi auguro che Palazzo Marino possa essere un laboratorio». Di «ultimo problema che può rendere le nostre notti pensierose», parla La Russa. Minimizzando una minaccia che, invece, proprio a Milano e con le amministrative in vista, rischia di montare. E parecchio. «Cosa voglia fare Fini non è cosa che ci debba preoccupare - assicura - Casomai è Fini che si deve preoccupare di che cosa potrà fare senza il Pdl». Porta chiusa ai «futuristi», ma assolutamente aperta alla Moratti. Sulla cui candidatura La Russa non ha proprio nessun dubbio. «Noi vogliamo che la Moratti dimostri con estrema capacità che lei e il centrodestra sono vincenti a Milano: faremo tutto il necessario, senza fare regali a nessuno e senza mettere sbarramenti». Riguardo alla possibilità di una discesa in campo dell’ex sindaco Gabriele Albertini, o con Fli o con un eventuale terzo polo, La Russa si è detto sicuro che l’europarlamentare sia «una risorsa per il Pdl» e che «porterà a termine gli impegni presi». Ma Albertini proprio ieri ha incontrato il leader dell’Api Francesco Rutelli.
Per la linea del dialogo si schiera anche Roberto Formigoni. Fini «raccolga la mano tesa» del Pdl, l’invito il giorno dopo la direzione nazionale del partito di cui fa parte. «C’è stato un aspetto di apertura da parte del Pdl che riconosce un diverso assetto del centrodestra e l’esistenza della proposta portata avanti da Fli e chiede però chiarezza sulla volontà di sostenere gli obiettivi della maggioranza. Una proposta politica di grande apertura che il Pdl ha fatto, mi auguro che la risposta di Fini domenica raccolga questa mano tesa».
L’appuntamento è a Perugia. Già da oggi per le quarantott’ore che lanceranno il nuovo partito targato (anche nel logo) Fini. Presenti i «futuristi» milanesi come l’assessore Giampaolo Landi di Chiavenna, Tiziana Maiolo, Barbara Ciabò e Manfredi Palmeri. «Mi hanno chiesto di partecipare - racconta prima di partire il presidente del consiglio comunale - a un incontro sugli enti locali». La testimonianza di come per lui sia già pronto un ruolo di prestigio all’interno del nuovo partito.