Il Comune abbandona Quinto al degrado

Roberta Bottino

Come una bella bambola, che tramontata l'età dei giochi e dell'infanzia viene abbandonata in soffitta, così è accaduto al bel quartiere di Quinto. Le onde del mare e il sole non riescono a dare pace ai residenti di quella zona del levante genovese, che si sentono un po' messi da parte dal Comune. A testimoniare la completa «dimenticanza» di palazzo Tursi ci sono le ringhiere sul lungomare completamente distrutte. In qualche modo però la civica amministrazione è intervenuta facendo posizionare da Aster delle transenne per segnalare il pericolo. Tutto qui. Intanto la salsedine continua nella sua incessante opera di erosione e il ferro delle protezioni al fianco del marciapiede sta cadendo a pezzi. Un pericolo per chiunque inavvertitamente si appoggi a quei sostegni così precari e ormai inutili. «Proprio qui dalla fermata dell'autobus c'è la situazione peggiore - dice preoccupata una signora -. Tengo sempre per mano il mio nipotino per paura che finisca di sotto sugli scogli». Un timore fondato e condiviso anche da altri passanti che gettando un'occhiata alla ringhiera non possono che dare ragione all'anziana nonna. «A Quinto siamo invisibili per il Comune - sostiene il signor Bruno -. La ringhiera sul lungomare a Quarto è nuova di zecca mentre qui cambia tutto». Le proteste che si levano dal quartiere sono diverse e coinvolgono anche i presidenti di diversi circoli marittimi della zona. «Il mare sta lentamente divorando la spiaggia - dice Rinaldo Lercaro presidente della società La Roccia -, occorrerebbe una massicciata che bloccasse l'avanzamento delle onde».
Gli fanno eco anche Giovanni Vitali presidente del Barracuda, e alcuni soci del circolo Rio San Pietro. «Dallo scorso anno - dicono -, sarebbe stato necessario un intervento, ma purtroppo nessuna autorità competente si è ancora mossa». A dispetto del Comune c'è però chi a Quinto tiene molto e si prodiga per riqualificare il quartiere. Il Centro integrato di Via Quinto al Mare ha presentato in circoscrizione un progetto che mira a rafforzare l'identità del Civ attraverso un ridisegno di alcune aree del quartiere. Un'iniziativa che coinvolge i commercianti di via Quinto, via Giannelli, via Bolzano e via Majorana. La Civica Amministrazione dovrebbe “ricordarsi” del quartiere e impegnarsi nella sistemazione delle sottoutenze, della pavimentazione, dell'illuminazione e delle aree ecologiche, mentre il Civ si occuperà degli aspetti che riguardano l'arredo urbano installando nuove strutture per i dehors, panchine e piante. Quinto attraverso i suoi abitanti chiede in sostanza al Comune un aiuto e una collaborazione con il Centro Integrato di Via. «Abbiamo in programma molti interventi totalmente a carico del Civ - spiega il presidente Dario di Giorgi -. Per prima cosa il ripristino delle aree urbane, dei parcheggi e dell'arredo urbano, nuovi sistemi di sicurezza per gli operatori e i consumatori, un marchio specifico per il Civ, la creazione e la gestione d'insegne e bacheche, l'individuazione di insegne e tende uniformi per tutti gli esercizi consorziati a seconda della categoria merceologica o della strada e diverse campagne promozionali». Piccoli e grandi interventi che darebbero una nuova spinta ad un quartiere abbandonato a se stesso. A Quinto le proposte e le idee non mancano, a questo punto serve solo che Tursi le trasformi in realtà.