Il Comune aggiusta i conti: 700mila euro in più di multe

Diego Pistacchi

Il Comune rifà i conti. Rispetto al preventivo approvato per il 2006 ci saranno spese in più ed entrate in meno. Ma alla fine tutte le cifre tornano in pareggio. Ieri la Commissione bilanci e tributi ha approvato le variazioni in corso d’anno e ha dovuto rimettere a posto un po’ di voci. Intanto, per far quadrare i conti c’è sempre modo di ottenere soldi in più. Basta prenderli, comunque, ai cittadini.
E così nel piano dell’assessore Luigi Liccardo ci saranno 700mila euro in più da ottenere con le multe. Per la precisione, con le multe da «novità». Quattrocentomila euro in più del previsto arriveranno dal mancato rispetto della Blu Area e trecentomila in più dagli automobilisti che non rispetteranno le strisce gialle appena tracciate. Non solo, i genovesi dovranno comunque mettere mano al portafoglio. E tirare fuori altri 2 milioni e mezzo di Ici per gli effetti del riordino del catasto. Mentre Tursi spera di fare ulteriore cassa con mezzo milione di euro di recupero evasione Ici.
Era necessario prenderli sempre ai cittadini questi soldi? Sì, perché il Comune non è capace di farseli dare dal governo di Prodi, dalla Regione di Burlando e dagli altri enti come l’autorità Portuale. Che, tanto per dire, avrebbero dovuto dare a Genova qualcosa come 18 milioni e 150mila euro per i lavori al rio Noce, al torrente Sturla o per la riqualificazione del litorale di Voltri, solo per fare degli esempi. «Sì, però chissà come mai, quando al governo c’era Berlusconi e in Regione Biasotti, tutte le delibere comunali iniziavano con la formula di rito “Premesso che il governo ci ha tagliato i fondi” - si inserisce polemicamente Giuseppe Murolo, consigliere comunale di Alleanza nazionale -. Adesso chissà come mai non si sente una lamentela, va tutto bene, e i soldi si possono fare uscire da altri canali, che poi sono sempre gli stessi, cioè le tasche dei genovesi. E tra l’altro questa variazione di bilancio prevede anche 8 milioni di euro in arrivo dallo Stato per GeNova 04, Capitale europea della cultura, pur se di questi soldi siamo ancora in attesa».
Certo i soldi arrivano anche da altre voci. Ad esempio la discarica di Scarpino frutterà altri 397.238 euro pagati come «maggiori entrate» da parte del Comune della Spezia che porta la rumenta a Genova, anche se forse i genovesi, che erano già sul piede di guerra per i rifiuti spediti da Napoli, questo non lo sanno. E dove vanno a finire questi soldi? L’indulto e la scarcerazione di tanti detenuti è stata anche un costo sociale. Per far fronte «alla situazione di emergenza», la Regione ha stanziato 64mila euro. E 3.230 di questi vanno «a favore di cittadini stranieri» che hanno beneficiato dell’indulto. Forse i soldi che servirebbero sono molti di più.
Di certo il Comune pagherà 119mila euro in più per le «spese di gettoni presenza consiglieri a causa dell’applicazione del nuovo regolamento». E per la serie «cosa vuol dire questo titolo?», Tursi impegna oltre 146mila euro per il «Progetto Reality volto a creare un metodo europeo di archeologia sperimentale per il grande pubblico». E altri 100mila finiranno nel «Progetto IIIB 12C - Innovation et competitivité dans les metropoles mediterranées» per «realizzare strumento di supporto alla pianificazione strategica». Capito? No? Ci si può consolare sapendo che neppure gli stessi amministratori sanno cosa siano molte voci. «È proprio così - conferma Giuseppe Murolo -. All’assessore che ci presentava queste variazioni abbiamo chiesto, insieme al consigliere Guido Grillo di Forza Italia, alcuni chiarimenti senza avere risposte precise. Un dubbio riguardava i soldi a non meglio precisate “confessioni religiose” presenti nella delibera». Per la precisione, tre contributi diversi, alla voce «immobili per il culto», da 25.480, 145.527 e 527 euro sono previsti come concessione a «confessioni religiose». Di più non è dato sapere, neppure in tempo di polemiche sulla moschea. «Di certo ci troviamo di fronte a una variazione di bilancio che comprende altri sprechi di denaro pubblico - chiosa Murolo -. E le conseguenze, come sempre, ricadono sulle tasche dei genovesi». Di certo la finanza creativa è un’altra cosa.