Il Comune ammette: vengono da Albaro i topacci finiti in mare

Alcuni canali non sono dotati di griglie. Quando c’è una piena tutto, pantegane comprese, si riversa sul lido di corso Italia

Due notizie, una buona e una cattiva, per gli aficionados dei bagni in Corso Italia. Partiamo dalla prima: il Bisagno è innocente, cioè non colpevole del reato di «scarico in mare» di topi, ratti e pantegane. Questa almeno è la tesi sostenuta a gran voce dal suo «avvocato difensore», Valter Seggi, l'assessore alla Manutenzione e alle Politiche delle acque del Comune. Che, dopo la denuncia de «il Giornale», rilanciata da Studio Aperto sulla presenza di topi nel mare antistante Corso Italia, esclude qualsiasi collegamento tra (eventali) esemplari murini e i cantieri aperti sul Bisagno. Tutto merito del complesso sistema idraulico di canne e griglie che consente di trattenere il materiale proveniente dalle piene del torrente, topi e pantegane comprese. La notizia cattiva: analogo sistema non esiste nei canali di scarico di Albaro, rio Marinetta in testa. Tradotto: quello che è successo domenica e lunedì scorsi con dodici enormi pantegane rinvenute in mare sotto gli occhi increduli dei clienti dei bagni «Squash», «Militari» e «Roma», potrebbe capitare di nuovo, magari all'indomani di un temporale o di un altro acquazzone come sabato scorso.
Lo riconosce, seppure a denti stretti, anche Seggi: «Nel rio Marinetta e negli altri canali che scorrono sotto le case di Albaro non c'è un meccanismo idraulico di griglie e cunette in grado di intercettare e trattenere materiali e animali che via via si depositano». Anche i topi? «Sì anche i topi». Morale della favola: forse non avevano le traveggole quei genovesi che nell'ultimo fine settimana (e anche lunedì) hanno visto galleggiare nelle acque «amiche» di Corso Italia una dozzina di roditori con una coda da far spavento. La maggior parte dei quali, a pancia in su, cioè morti stecchiti, altri invece in discrete condizioni di salute, prima di finire nella rete dei bagnini. Certo, il Comune non può (o non vuole?) dire apertamente che sì, anche a noi risulta la presenza di alcuni topi nello specchio acqueo posto di fronte a Corso Italia. Nonostante la conferma provenga proprio da chi avrebbe meno interesse ad ammetterlo. Come il titolare dei bagni Squash, il quale ha subito rivelato, senza imbarazzo, la scoperta dei roditori davanti a «casa» sua (“Nessuna novità: vent'anni fa ne tirammo su sei”). O come il bagnino degli stabilimenti militari, uno dei primi domenica scorsa a vedere i topi emergere a pancia in su, non lontani dalla battigia. Senza contare le testimonianze dei clienti dei bagni, tra il divertito (prima) e l'indignato (poi).
Il Comune preferisce andarci cauto. Tanto da convocare per mercoledì prossimo un incontro a Palazzo Tursi con i responsabili dell'ufficio vivibilità, l'assessore all'ambiente Luca Dallorto (se tornerà in tempo dalle vacanze), il vice sindaco Alberto Ghio, i rappresentanti di Amiu, Aster, Genova Acque, Polizia Municipale e lo stesso Seggi, con la delega alla vivibilità, trovandosi fuori Genova Roberta Morgano, titolare dell'assessorato. Dunque, per adesso vale lo slogan di Valter Seggi: «Non risultano situazioni di anomalie nelle acque di Corso Italia, tali da giustificare provvedimenti straordinari di derattizzazione». Aggiunge l'assessore alla politica delle acque: «Confermiamo quanto già detto dall'Arpal». Vale a dire: «Non ci risulta la presenza di topi in mare». È questa la versione sostenuta dall'agenzia per la protezione ambientale della Liguria, fino ad oggi. Seggi preferisce dilungarsi su un aspetto particolare dei canali di scarico di Albaro. Tanto per mettere le mani avanti, l'assessore ricorda: «Il rio Marinetta scorre in gran parte sotto un'area privata. La derattizzazione viene fatta dai singoli condomini. E i suoi effetti si vedono nel tempo». Quindi «non si può escludere che alcuni topi muoiano all'interno delle fogne e, in seguito a un violento temporale, finiscano in mare». Tombola. Tutt'altra musica nel torrente Bisagno, dove i provvedimenti di dinfestazione dai topi - assicura Seggi - sono stati presi di recente. È un po’ macabro, ma tant'è. Senza contare griglie, salti e cunette per imbrigliare gli indesiderati roditori. Ecco, forse gli habituèe dei bagni in Corso Italia (e i clienti occasionali) potranno consolarsi così: se in futuro, dopo un'acquazzone, tra una bracciata e l'altra vi imbatterete in una pantegana grossa come un micio, il Bisagno non c'entra. Trattasi dell'ex topolino di casa vostra. A cui avete dato troppo da mangiare.