Il Comune apre il Famedio a Facchetti

Per gli sportivi c’era il divieto. Unica eccezione Meazza

Il nome di Giacinto Facchetti nel Famedio con i grandi che hanno fatto la storia di Milano. Non troppo scontato visto il divieto che, da qualche anno, vietava a sportivi e uomini di spettacolo di essere ricordati tra i cittadini illustri. Ieri la riunione della commissione Onoranze del Famedio, presieduta dal presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri e la rimozione del vincolo «in virtù del valore morale dello sport». E subito la decisione. Il capitano dell’Inter e della nazionale, recentemente scomparso, sarà il primo sportivo ad essere lì celebrato. Anche se, in realtà, andrà a raggiungere un altro nerazzurro della leggenda: quel Peppino Meazza che proprio nel cuore del cimitero Monumentale ha avuto sepoltura. Milano, dunque, dopo il bagno di folla il giorno dei funerali e il minuto di silenzio da brivido prima della partita a San Siro, in quello stadio che era stato la sua casa, decide di dedicare a Facchetti l’onore più alto.
Ma non solo a lui. Ieri la commissione, a cui partecipano anche gli assessori Vittorio Sgarbi e Stefano Pillitteri, ha deciso che tra gli «illustri» saranno incisi anche i nomi di Carlo Maria Giulini, Roberto Negri e Carlo Bo. Tra le personalità che si sono «distinte nella storia patria», invece, la senatrice del Pci Laura Conti a trent’anni dall’inchiesta sull’Icmesa, Mario Sironi, fondatore della fanfara dei bersaglieri Luciano Manara, il giornalista e scrittore Gaetano Afeltra, il professor Giorgio Rumi, la giovane moglie del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa Emanuela Setti Carraro morta con lui nell’attentato, lo scultore Carlo Ramous. E il grande designer Vico Magistretti.