Il Comune assegna il numero di telefono alle fontanelle

Giorgio Guerello veste i panni del consigliere comunale. Il presidente dell'aula Rossa ha chiesto che ogni fontanella di Genova sia dotata di un adesivo con un numero di telefono. E così sarà. «È una piccola grande questione che mi è stata segnalata da un cittadino - dice Guerello che, per l'occasione ha preso posto in aula tra i colleghi consiglieri -: di fronte a una fontanella che perdeva, si è preoccupato di chiamare il Comune per segnalare il guasto. Ma è stato rimbalzato da un ufficio all'altro e il problema è ancora lì. Posto che le fontanelle che sono una risorsa preziosa in tema di acqua pubblica dovrebbero essere regolarmente controllate, sarebbe bene che i cittadini sapessero a chi rivolgersi in questi casi». L'assessore alla manutenzione del Comune di Genova ha accolto favorevolmente la proposta del presidente-consigliere. Un adesivo indicherà, su ognuna delle 837 fontanelle, diversi numeri a cui potersi rivolgere in caso di guasto. Il primo numero sarà quello del Municipio, a seguire quello assessorato alla manutenzione e Aster. Nessuna scusa quindi per perdite e zampilli non controllati. O fontanelle «a secco». «In questo modo aiutiamo i cittadini ad aiutarci - dice Guerello -. In una città con propostiti turistici, fontanelle e bagni pubblici sono fondamentali. L'amministrazione si deve impegnare a implementare questi servizi».
In tema di acqua pubblica, non è mancata in consiglio comunale una lunga discussione sul referendum del 12 e 13 giugno. La consigliera Manuela Cappello, gruppo Misto, ha presentato un ordine del giorno per impegnare sindaco e giunta ad esprimersi sul referendum. E diffondere con mezzi pubblicitari la posizione del comune, per suggerire ai cittadini come votare. «Una discussione di due ore - spiegano Matteo Campora, capogruppo Pdl, cui si associa Stefano Balleari, consigliere Pdl -, per la quale abbiamo perso tempo attorno a un ordine del giorno che non poteva comunque essere approvato, così come era stato presentato». La segreteria generale ha fatto presente che il Comune, in quanto istituzione, non può fare pubblicità su temi come questo. Dopo varie riunioni di maggioranza, il documento è stato rivisto. È poi stato votato e approvato nella versione modificata che impegna sindaco e giunta a fornire alla città una «corretta documentazione sul referendum».
Dura l'opposizione: «Non solo non ci è stato dato modo di leggere il documento - continua Campora -, ma dopo la votazione il consiglio è stato sospeso. Di fatto oggi (ieri per chi legge) non è stato deciso nulla». I lavori del consiglio sarebbero dovuti proseguire con la discussione sul piano generale degli impianti pubblicitari, già rimandato più volte. L'opposizione ha chiesto la verifica del numero legale: tra i banchi della maggioranza si contavano solo 22 presenze. Toppo poche per andare avanti. Il consiglio viene rinviato. Non mancano malumori e mal di pancia nella maggioranza: non è la prima volta, infatti, che in fase di votazione il centro sinistra si fa «cogliere nel sacco» dalla minoranza.