Comune: bilancio positivo Anche grazie a Berlusconi

Più servizi e meno debiti nel 2005. L’assessore Causi: «Un risultato reso possibile anche dalla Finanziaria varata dal precedente governo»

Michela Giachetta

Chi fa da sé fa per tre, dice il vecchio detto popolare. Ma se interviene qualcuno è meglio, si potrebbe aggiungere. Vale per tutto, ma soprattutto in materia di soldi. E l’amministrazione capitolina ne sa qualcosa. È stato presentato ieri in Campidoglio il rendiconto del bilancio comunale del 2005, da cui risultano più servizi e meno debiti, «grazie allo sviluppo di risorse ed entrate proprie», sottolinea il sindaco Walter Veltroni. Ma anche meno investimenti.
Un rendiconto che risulta positivo, però, anche grazie a una norma introdotta dal governo Berlusconi nella Finanziaria del 2005. È aumentata, in particolare, l’offerta di servizi essenziali come i posti negli asili nido (+10 per cento), l’assistenza ad anziani (+12 per cento), fasce disagiate (per i minori +22,8 per cento e per i disabili +13,3 per cento). Ed è calata l’incidenza del debito rispetto alle entrate correnti: dal 22,3 per cento del 2001 al 14,3 per cento del 2005.
«Questo risultato - sottolinea l’assessore al Bilancio, Marco Causi - è stato possibile anche grazie all’introduzione di una norma nella Finanziaria 2005 che elimina per i Comuni l’obbligo di avere la piena disponibilità della somma già prima di contrarre il mutuo». Senza quell’obbligo l’amministrazione capitolina non deve indebitarsi fin dall’inizio per l’intera cifra necessaria alla messa in atto di un’opera, ma può far ricorso al cosiddetto «prestito flessibile» e così, inevitabilmente, il debito risulta diminuito.
Ma Veltroni punta su altro. «Siamo riusciti ad avere questi risultati, mantenendo standard di qualità, grazie a risorse proprie», la cui autonomia finanziaria è passata dal 64 per cento del 2004 al 65,7 per cento del 2005. «A fronte di ciò - sottolinea il sindaco - i trasferimenti erariali pro capite ai cittadini romani, pari a 294,50 euro, sono al di sotto della media nazionale, che nel 2005 è stata di 357,80 euro e minori rispetto a quelli previsti per i milanesi (332,1 euro)». Un divario che peraltro si è acuito rispetto all’anno precedente. Nel 2004 , infatti, i trasferimenti erariali erano stati di 288 euro per i cittadini della capitale e di 308,8 per quelli di Milano. A tal riguardo il sindaco lancia un appello al governo Prodi: «Ho già avuto diversi incontri con il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, chiedendo soprattutto il rifinanziamento della legge 396, per Roma Capitale e i poteri speciali e gli ho indicato una serie di opere che intendiamo attuare, in particolare le infrastrutture su ferro e le metropolitane».
Questo per il futuro. Per il presente, bisogna soffermarsi sui dati resi noti ieri, dai quali risulta che le entrate «proprie» del Comune, pari a 2.494 milioni di euro, rappresentano l’81 per cento del totale delle entrate correnti. Il resto (19,1 per cento) è dato dai trasferimenti pubblici. Fra le entrate proprie, quelle ottenute dai tributi sono state pari a 1.734 milioni, di cui 152,7 da quelli non versati (evasione fiscale), mentre quelle comunali, derivanti da beni e servizi, sono cresciute complessivamente dell’11,8 per cento, «a fronte di tariffe invariate e dell’estensione delle agevolazioni», puntualizza Veltroni.
È quella che Causi definisce una «politica di rigore». Ma, per far tornare i conti, qualcosa doveva pur diminuire. Per gli investimenti, nel 2005, sono state, infatti, impegnate risorse pari a 869,3 milioni, cifra quasi dimezzata rispetto al 2004 (1.630,3 milioni), ma il piano comprendeva i finanziamenti finalizzati alla metro C. Oggi, però, l’amministrazione capitolina torna ad avanzare le sue richieste al governo, non solo per avere maggiori trasferimenti, ma anche, come sottolinea l’assessore al Bilancio, «per poter partecipare al maggior gettito prodotto grazie alla crescita economica, con forme di finanziamento progressive e flessibile, che aumentano in base alla capacità contributiva del territorio».