Il Comune blocca le fideiussioni Addio lavori negli impianti sportivi

C’è il Tennis club ambrosiano, diciotto campi da tennis e una grande piscina immersa nel verde del campo Lambro, il Torneo Avvenire che si gioca ogni anno sulla terra rossa è uno degli appuntamenti mondiali più prestigiosi per gli under 16. Ha ottenuto 2,2 milioni di contributi nazionali e dovrebbe aggiungerne 3,2 per il primo e unico Museo nazionale del tennis. Da inserire, perchè no, tra i luoghi da non perdere per i visitatori di Expo. O il «Piccolo Stadio Scarioni 1925», la storica società di via Tucidide che è pronto a partire con un piano di ampliamento su 12mila metri quadri (due campi da calcio in più, da 7 e 11 giocatori, il primo coperto e entrambi in erba sintetica, nuovi spogliatoi, bar) da 3,5 milioni di euro di investimenti privati. Lavori in stand by al Centro sportivo Calvairate, all’Associazione Calcio Macallesi, al Centro sportivo Pavesi, anche la Fipav (federazione italiana pallavolo) aspetta di realizzare il poliambulatorio. Il Comune (che ha assegnato gli impianti in gestione e a scadenza delle convenzioni tornerà ad esserne il proprietario) ha bloccato le fidejussioni. L’ex sindaco Letizia Moratti per la prima volta dal 2008 aveva messo a disposizione un fondo per sostenere le ristrutturazione degli impianti comunali assegnati alle società che di tasca propria (e in cambio di concessioni più lunghe) si accollavano spese di ristrutturazione anche importanti. Ricorda l’ex assessore allo Sport Alan Rizzi, consigliere Pdl, che «Palazzo Marino si faceva garante presso le banche o l’Istituto di credito sportivo del Coni degli investimenti delle società, che altrimenti dovevano impegnare casa, box o pensioni per servizi che sono a disposizione della città, basti pensare al Centro sportivo Scarioni che fa giocare sui campi duecento ragazzini ogni anno, che potrebbero raddoppiare con il progetto di allargare lo stadio». In tre anni l’ex giunta ha messo a bilancio 30 milioni di euro per le fidejussione sbloccando il restyling di almeno venti impianti, dalla Canottieri Milano al centro sportivo Terzaghi-Sant’Elia. La nuova amministrazione sta negando alle associazioni la fidejussione richiamando il vincolo del Patto di stabilità. «Anche noi avevamo problemi di bilancio - conclude Rizzi - ma avevamo deciso che lo sport era una priorità, anche per la sicurezza dei quartieri e la salute».
Gian Antonio Busini è presidente della Scarioni, dove hanno sgambettato anche vecchie glorie dell’Inter. Ha già speso 140mila euro per il progetto di ampliamento e chiederà i 3,5 milioni per le opere all’istituto di credito sportivo finanziato dal Coni per restituirli a rate in 15 anni. Ma «senza la garanzia del Comune ho forti difficoltà ad avviare i lavori, ma le famiglie vogliono impianti più moderni e l’erba sintetica per i figli, molte sono già scappate. Ho firmato una concessione per 19 anni perchè la passata amministrazione avrebbe concesso la fidejussione, ci vuole continuità. Così significa che lo sport non viene considerata una priorità di bilancio».