Il Comune: "Buche? Un incidente ogni 5 milioni di spostamenti"

I tassisti attaccano: «Strade come un groviera, voragini pericolose». Ma
l’assessore: «Le abbiamo ridotte del 20%, e i dati sono fisiologici»

Un’interrogazione urgente in Consiglio comunale e una commissione d’inchiesta in Consiglio provinciale. Obiettivo, chiedere conto all’amministrazione di gare d’appalto, capitolati, lavori eseguiti delle ditte vincitrici del bando per la riasfaltatura delle strade cittadine e provinciali. «Le strade di Milano e hinterland sono ridotte a un groviera, mai come quest’anno si era verificata una situazione simile - attacca Raffaele Grassi, presidente del Satam, il sindacato dei tassisti e consigliere comunale del gruppo misto - eppure abbiamo alle spalle un solo mese invernale, che ha portato pochi centimetri di neve. Mai la situazione è stata così tragica con un inverno tutto sommato morbido». La dimostrazione? Lo stato in cui è ridotta via Aselli: «È appena stata riasfaltata - continua Grassi - ma fa già pena. Presenterò un’interrogazione all’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini ci spieghi cos’è successo quest’anno, se le aziende appaltatrici hanno rispettato gli impegni presi».
Stesso discorso in consiglio provinciale, dove è il consigliere del Pd Roberto Caputo a lanciare l’allarme: «Milano è un campo di battaglia. Le strade sembrano centrate da colpi di bazooka, con buche e voragini che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Va bene la pioggia e il sale di questi giorni, ma la situazione è al fuori della norma. Per questo bisognerebbe istituire una Commissione di inchiesta che approfondisca come sono stati fatti i lavori di asfaltatura delle strade, esaminando le gare d’appalto, i capitolati e il materiale utilizzato».
L’assessore ai Lavori pubblici del Comune Bruno Simini minimizza, e non si stanca di ripetere da giorni la dinamica del fenomeno buche: «Le buche si formano perché la poggia sposta il materiale, terra e sassi, sotto il manto stradale, creando un vuoto. L’asfalto, che non è più sostenuto dal materiale, a un certo punto crolla». Non si parli quindi di asfalto difettoso e gare al ribasso, il fenomeno è fisiologico. Quello che conta sono i numeri, non le sensazioni di tassisti o automobilisti: «I dati mi dicono - spiega ancora Simini - che quest’anno abbiamo registrato il 20% di buche in meno rispetto all’anno precedente. A causa di buche e crepe nell’asfalto si sono verificati nel 2009 400 casi, per il corrispettivo di 200mila euro, in cui il Comune ha dovuto risarcire i cittadini, il che vuol dire un caso al giorno. Niente - prosegue l’assessore - se si pensa che a Milano si registrano 5 milioni di spostamenti al giorno, di cui 800mila solo di auto».
Non solo, alla resa dei conti Palazzo Marino mette in lista quanto fatto fino a oggi: «Tappare le buche è un provvedimento emergenziale, l’unico antidoto è riasfaltare le strade: abbiamo rifatto il manto a 400 strade dall’estate a oggi, anche se il nostro programma è di rifare 4.000 vie da qui al 2015, circa 1000 l’anno».