Il Comune butta neve sul Genoa e lo mette nei guai con la Figc

(...) Come dire: noi siamo stati bravissimi, c’è chi ha agito nottetempo per vanificare il nostro brillante lavoro. Per giorni ha annunciato l’invio del filmato registrato da telecamere a circuito chiuso che mostrerebbero quattro o cinque ignoti che, armati di pale, ributtano sul terreno di gioco la neve appena tolta dagli operai Aster.
Ora che Palazzi ha avviato un’indagine, l’assessore capisce di aver ingigantito il buco nel tentativo di metterci una toppa, facendo persino ipotizzare responsabilità (e nel caso pesanti penalizzazioni) del Genoa nella vicenda. La società rossoblù, che si dice «stupita e incredula» per l’apertura dell’inchiesta, non evita di far notare come «tale iniziativa derivi dal sorprendente e inopportuno attivismo dell’assessore allo Sport del Comune di Genova». Che purtroppo continua ad esternare: «Mi è appena stata girata una comunicazione della Figc in cui spiega che la procura federale indaga per verificare se sono state eseguite corrette procedura da parte degli addetti al campo - si giustifica Anzalone alle domande dell’agenzia Ansa -. In pratica la procura indaga su chi ha gestito la situazione». Cioè sul Comune che è il proprietario e il gestore dell’impianto per mezzo di Sportingenova? E che eventualmente dovrebbe rispondere anche della presenza dei misteriosi spalatori complottisti all’interno dello stadio? «Ho invitato Sportingenova a inviare quel documento alle autorità perché indagassero - ha spiegato ieri Anzalone - ma non ho mai alimentato sospetti su un presunto boicottaggio perché dalle immagini sembra si tratti di una bravata di qualcuno che ha bevuto un bicchiere di troppo. Mi sembra sbagliato dire che quel rinvio abbia favorito il Genoa. Chi ci ha rimesso da questo faccenda sono le migliaia di tifosi genoani che non hanno potuto assistere alla gara».
Presa per buona la sua convinzione che non ci siano stati boicottaggi o atti dolosi, tantomeno dimostrati dal video, evidentemente l’assessore deve essere convinto che la procura sportiva sia competente per violazioni amministrative quali la somministrazione di alcolici all’interno degli stadi «anche se tali fatti - come recitano gli annunci ripetuti nel corso delle partite - si verificano in tempi diversi dallo svolgimento della gara». Quindi Anzalone ha fornito a Palazzi le prove per multare o togliere la licenza al barista del Ferraris?
Difficile che in effetti il procuratore federale, per quanto sempre molto scrupoloso, come ben sanno soprattutto i tifosi del Genoa, possa giungere a chiedere altro tipo di condanna con le schiaccianti «prove» fornite dal Comune di Genova. Anche perché l’ipotetico «reato» sportivo che potrebbe essere perseguito a causa della mancata disputa della partita Genoa-Bari non riguarda l’impraticabilità del terreno di gioco. Non è stato l’arbitro a giudicare pericolosa l’ipotesi di scendere in campo per la presenza di neve. Il manto del Ferraris era più che agibile. La partita non si è giocata perché erano ghiacciati lo stadio, le gradinate, le vie di accesso, l’area circostante. Insomma, i misteriosi spalatori che avrebbero buttato neve dagli spalti al terreno di gioco avrebbero addirittura dato una mano. E chissà che alla prossima dichiarazione, l’assessorenon dica di aver mandato il video proprio per mostrare la buona volontà dei genovesi. Per il momento c’è «solo» andato vicino, replicando al comunicato del Genoa, per dire di aver chiesto un’indagine sulle responsabilità di Sportingenova.