Il Comune gli cambia la residenza, lui non lo sa

Era residente in Liguria, ma non lo sapeva. Una bella mattina dell'anno scorso si era recato spedito e pimpante negli uffici comunali del Comune di Refrancore in provincia di Asti per effettuare il cambio di residenza, ma ne era del tutto ignaro. Anche perchè nel giorno risultante dagli atti lui si trovava da tutt'altra parte. Eppure quel documento c'è, esiste, regolarmente firmato dal signor Mario Scotto con tanto di attestazione del messo comunale. Ma a meno che il signor Scotto non fosse un vulcaniano in libera uscita dalla Enterprise (Star trek docet), senza il teletrasporto risulta un pò difficile trovarsi in due luoghi differenti quasi contemporaneamente. E poi, piccolo particolare non trascurabile, al signor Scotto l'idea di cambiare residenza non passava neanche per l'anticamera del cervello. Ma è possibile che a un ignaro cittadino venga cambiata residenza a tavolino per scelte di comodo delle amministrazioni locali senza che questi ne sia a conoscenza? Nel caso di Scotto pare di sì, anche e soprattutto per la peculiarità della sua storia che spiegherebbe da sola le ragioni che hanno portato al suo «trasferimento forzato».
Facendo un balzo indietro, fino all'agosto del 2000, al terremoto che sconvolse l'astegiano, troviamo la casa di Scotto, che all'epoca vi risiedeva, inserita nella lista delle abitazioni a tal punto devastate dal sisma da risultare totalmente inagibile. Ma non doveva poi essere ridotta a un nurago pericolante se il signor Scotto continuò ad abitarci tranquillamente senza alcun problema, insieme alla sua fida cagnolina Birba, almeno fino al 2004, quando si trasferì a Scoffera, vicino a Torriglia, anche se per cause del tutto estranee al terremoto, ossia per stare vicino alla moglie costretta ad assistere la madre invalida. Quando però decise di tornarsene ad abitare in quel di Refrancore e di ristrutturare la sua dimora, la scoperta: la residenza cambiata d'ufficio e la casa dichiarata inagibile.
A questo punto a Scotto non è rimasto altro da fare che svendere uno stabile integro e funzionale per 31.000 euro quando il suo valore di mercato era di almeno 100.000, e rassegnarsi a vivere da residente, suo malgrado, nella nostra regione. Senza contare i danni civili e morali per i quali chiede un risarcimento, che però si trova nell'assoluta impossibilità di risquotere a causa del malaugurato «pasticcio» comunale. Oggi il signor Scotto è ligure a tutti gli effetti, residente a Scoffera con tanto di tessera elettorale. Contro la sua volontà. Costretto a essere ligure. Ma allora gli indicatori che segnalavano un aumento della popolazione della nostra regione nell'ultimo anno non sono dovuti a un incremento delle nascite...ma sì, va bene anche così, il fine giustifica i mezzi!