Il Comune: case per 23mila nuovi abitanti

L’assessore all’Urbanistica: «Una vera rivoluzione che manderà in soffitta il vecchio Piano regolatore»

«Un passaggio storico nello sviluppo della città», assicura Carlo Masseroli assessore allo Sviluppo urbano, una rivoluzione che manderà presto in soffitta il vecchio Piano regolatore sostituito «dal Piano di governo del territorio, uno strumento nuovo e realmente riformista, ispirato ai principi del liberalismo e della sussidiarietà». Il primo passo è la delibera già approvata dalla giunta con la quale il Comune vuole riqualificare ben 147 porzioni di territorio. Quelle che con termine tecnico si definiscono «aree omogeneee B2». Spicchi di città degradati, abbandonati o semplicemente edificati ma non sottoposti a precisi vincoli urbanistici. «Per colpa dei limiti imposti dal vecchio piano regolatore del 1980 - spiega Masseroli - e di un’eccessiva gabbia legislativa, sono una grande risorsa rimasta fino a oggi inattuata. Ora grazie a questo intervento, tutte queste aree avranno indici edificatori precisi e flessibilità sulla destinazione d’uso».
Già pronti i numeri elaborati dall’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili: 147 sono le aree su cui sarà possibile intervenire, di cui ben 17 nel centro storico, per 10 milioni di metri quadri di superficie (il 10 per cento del territorio urbanizzato), 4 milioni e mezzo di metri cubi di volumetria realizzabile, un milione e 500mila metri quadri di superficie edificabile e la possibilità di nuove residenze per 23mila abitanti. Una «novità storica», in grado di generare un giro d’affari quantificato a 3 miliardi di euro senza le ricostruzioni, ma che arriverà a 6 comprendendole. E un incasso per il Comune sul «valore massimo teorico edificabile» di 120 milioni di euro in oneri di edificazione. Notevole anche l’impatto sull’occupazione, con l’impiego di 66mila persone impiegate direttamente e altre 35mila nell’indotto.
Ora l’iter burocratico prosegue con l’esame in commissione Urbanistica. Soddisfatto il presidente Milko Pennisi che ha già convocato la seduta per la prossima settimana. «Una grande opportunità per la città - spiega -. Importante ricordare che così non solo si riempiono dei buchi nel tessuto cittadino, ma si creano nuove volumetrie in tutte le aree catalogate come B2. Si danno indici, volumetrie, possibilità di costruire. Rispetto al Piano regolatore Milano è andata avanti, bisogna offrire strumenti adeguati allo sviluppo». Dopo il passaggio in commissione, i 60 giorni in cui chiunque potrà far pervenire al Comune le osservazioni e un altro mese per le controdeduzioni di Palazzo Marino. Poi il ritorno in giunta e, si augura Masseroli, l’approvazione definitiva entro la fine di giugno. Con una promessa. «Un’occasione da sfruttare - assicura - per rimettere in gioco una progettazione che abbia a tema il disegno di una nuova immagine della città, nella quale i milanesi possano tornare a vivere e lavorare accompagnati da bellezza, ordine, pulizia e sicurezza».