«In Comune la Cdl deve svegliarsi dal torpore»

I nuovi scenari politici nazionali avranno ripercussioni su Roma. Ne parliamo con Massimiliano Fasoli che, oltre a essere segretario romano dell’Udc, è il presidente dell’unico municipio, il XX, che ha una maggioranza di centrodestra.
Veltroni è sindaco e candidato unico alla guida del Pd. Roma e i romani cosa possono aspettarsi?
«Nulla di buono, suppongo. Se il buongiorno si vede dal mattino e cioè da questo periodo in cui Veltroni ha fatto di Roma il trampolino di lancio per l’incarico nazionale siamo messi male, malissimo. Veltroni gioca a fare il supereroe buono, ma è come l’anima nera dell’Uomo Ragno: ha bisogno di nutrirsi dell’anima degli altri. Lo ha fatto con i romani e con Roma fagocitando una città che è diventata il suo palcoscenico privato tra feste e festival e infischiandosene dei veri problemi. Noi dell’Udc lo avevamo detto subito e abbiamo fatto una serrata opposizione in Campidoglio con i nostri due consiglieri Gasperini e Rastelli. Ma non siamo stati ascoltati. Ora dobbiamo solo sperare che il suo divorare porti alla consunzione di Prodi e di quello che resta del governo di sinistra».
Ma Veltroni è davvero così temibile? E imbattibile?
«Temibile certo. Non direi imbattibile. Io sono la prova della sua unica sconfitta alle amministrative dell’anno scorso. Nessuno è imbattibile. Bisogna solo evitare di permettere a Veltroni di fare quel che vuole senza indicare alternative. Alla fine tutti giocano un ruolo da servi sciocchi del sovrano illuminato e i cittadini percepiscono questo strano e singolare assopimento».
Converrà che era più difficile competere come sindaco contro Veltroni...
«Il municipio XX è grande come Milano e ha circa 150mila abitanti. Non è proprio un rione. D’altronde Veltroni aveva lanciato un suo pupillo avendo ben cura di vagliare la popolarità piuttosto che la competenza politica e amministrativa. (...)
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