Il Comune dichiara guerra ai tassametri truccati

Controlli a tappeto sui tassametri. Li aveva chiesti nei giorni scorsi l’opposizione, i tassisti si erano detti subito favorevoli, e ieri il Comune, d’accordo con le associazioni di categoria, ha dato il via a una campagna di controlli straordinari per verificare che i tassametri installati sulle 4.855 auto bianche milanesi siano programmati correttamente. Tradotto: se qualcuno li ha taroccati, non la passerà liscia. Una decisione presa ieri nel corso di una riunione dall’assessore ai Trasporti Edoardo Croci, il comandante della polizia municipale Emiliano Bezzon e i rappresentanti di Unica Filt Cgil, Satam, Confcooperative, Fit Cisl, Unione Artigiani, Confartigianato, Agci e Acai. Già da oggi dal Servizio autopubbliche di via Messina partiranno le lettere di convocazione. Nel frattempo, Palazzo Marino e le associazioni hanno avviato un tavolo tecnico per individuare modelli di tassametro in linea con la nuova normativa europea, in modo da sostituire gradualmente quelli in uso.
«Intendiamo tutelare sia gli utilizzatori del servizio sia chi svolge onestamente il proprio lavoro», spiega l’assessore Croci, che fa presente come l’azione venga intrapresa mentre «è in corso un’indagine della Procura che nei giorni scorsi ha riscontrato, su un numero limitato di auto, la presenza di tassametri potenzialmente alterabili». Diciannove infatti sono le macchinette su cui i vigili stanno concentrando la propria attenzione, per verificare se siano stati manomessi per far lievitare le tariffe. Nel caso, Croci assicura che «il Comune e le associazioni dei tassisti si costituiranno parte civile».
Le verifiche straordinarie accontentano Raffaele Grassi, consigliere comunale dell’Italia dei valori, ma anche tassista da quasi quarant’anni nonché presidente del Satam: «È giusto che le degenerazioni e i comportamenti scorretti vengano puniti - puntualizza - e sono certo che i molti tassisti onesti sono i primi a volere maggiore trasparenza e controlli più precisi e puntuali, anche perché sono i primi ad essere danneggiati, sia in termini economici che d’immagine, da eventuali comportamenti al di fuori della legalità».