Il Comune dichiara guerra alla zanzara tigre

È un’invasione, e nemmeno troppo pacifica. Ogni anno, in primavera si trasferisce in città una legione di zanzare assetate di sangue. L’incubo che turba le notti degli italiani è la fantomatica zanzara tigre che, a partire dal nome, promette morsi feroci. La zanzara tigre è un’evoluzione della sua omonima. Ha il corpo nero a strisce bianche, zebra nell’aspetto ma tigre nel carattere, e diverse abitudini rispetto alle altre zanzare: depone le uova in ambienti asciutti, sopporta temperature più rigide, punge anche nelle ore diurne. È arrivata in Italia una quindicina di anni fa, dopo un lungo viaggio via mare dall’Asia, probabilmente dentro dei copertoni.
La puntura di questa zanzara è più fastidiosa e pericolosa, procura gonfiori e irritazioni persistenti, pruriginosi o emorragici, e spesso dolorosi.
Ma il malessere procurato dalla zanzara non è solo quello della classica «bolla», è un malessere emotivo ed esistenziale, una fastidiosa «persecuzione» che accorcia i sonni e spezza i momenti di relax. Le notti, passate a inseguire con una ciabatta in mano l’insetto urticante, sono il ricordo comune di una lotta che non si può combattere in solitudine. Piastrine, zampironi, ultrasuoni e candele alla citronella non sono sufficienti. Per questo il Comune ha deciso di giocare d’anticipo. L’assessore a mobilità, trasporti e ambiente, Edoardo Croci, ha destinato 1.200.000 euro alla lotta contro questi insetti. La disinfestazione prevede interventi di due tipi: l’eliminazione delle larve di zanzara, chiamata larvicidio, e quella degli esemplari adulti, adulticidio. Il 19 di giugno partirà la prima tranche di «larvicidi» che riguarda le bocchette di scarico delle strade e che continuerà con 5 cicli fino al 5 di settembre. Sette cicli di larvicidi e tredici di adulticidi disinfesteranno i cimiteri cittadini. Altre disinfestazioni sono previste fino a settembre nelle scuole e negli edifici comunali. Ma l’offensiva del Comune non si ferma qui. Le zanzare proliferano nelle acque stagnanti, nelle zone umide e paludose. Per questo Palazzo Marino ha mobilitato anche gli elicotteri per bonificare le risaie attorno a Milano.
La campagna, condotta con la collaborazione del dipartimento di Entomologia agraria dell’Università degli Studi, è lotta ma anche sorveglianza e prevenzione. Il Comune ha distribuito un vademecum e inviato delle norme a tutti gli amministratori di condominio, responsabili di cantieri, consorzi, aziende agricole e ortisti. Da 150 a 500 euro le sanzioni per chi non osserverà l’ordinanza.
I consigli per i normali cittadini, invece, sono semplici ma fondamentali. Non abbandonare in giro contenitori che possano riempirsi di acqua piovana, svuotare e capovolgere bacinelle, secchi, annaffiatoi, sottovasi e coprire ermeticamente tutti quei contenitori che non sono rimovibili come i bidoni e le cisterne. Sono piccoli gesti che possono aiutare a tenere alla larga i più fastidiosi fra gli insetti.