Il Comune dimentica i «zeneisi» di S. Ilario

La vista è mozzafiato. L'aria ha ancora i profumi antichi di una città incontaminata. La gente è autentica e parla rigorosamente in «zeineise». In cima a S. Ilario c'è una campagna che si affaccia sul mare. Un paradiso naturale che però «dovrebbe essere valorizzato e salvaguardato con più attenzione». Questo almeno è il giudizio di chi, sulle alture di S. Ilario, ci abita ancora. Secondo il mugugno collettivo, lì le cose che non vanno sono parecchie. Una su tutte: «Quei tralicci della corrente elettrica che deturpano la bellezza del paesaggio».
Quei conduttori aerei infatti, gli abitanti proprio non li vogliono più. Se poi, come sostengono, «l'elettricità non passa più di lì, ed Enel da anni promette e non mantiene di togliere quei piloni privi di alcuna utilità», allora il malumore cresce. Ma la corrente, sostengono tecnici Enel, per quei tralicci ci passa ancora e l'impianto viene utilizzato in casi di emergenza come linea sostitutiva. Luigi De Concilio, responsabile comunicazione Enel, precisa al Giornale che la linea elettrica incriminata «è una linea di media tensione in esercizio che fa parte della rete di “sicurezza” dell'area di Nervi». Ma che da anni la linea elettrica di S.Ilario sia al centro di discussioni è cosa appurata. «Al momento - continua De Concilio - sono in corso contatti con la scuola di Agricoltura per verificare la disponibilità e la fattibilità di costruire una cabina elettrica che sostituisca l'impianto esistente». «Questo - assicura il responsabile comunicazione Enel - potrebbe migliorare anche l'impatto visivo grazie alla demolizione di alcune strutture».
Ma la protesta degli abitanti di San Ilario non si ferma qui. «Sembra che il confine comunale si interrompa dalla Chiesa, alla fine di via S. Ilario - lamenta Piergianni Ghezzi - perché per chi abita più in alto i servizi offerti dall'amministrazione pubblica di fatto non esistono».
Tra gli abitanti c'è chi ci scherza su: «A S. Ilario ci sono gli yankee, che con le ville e i soldi hanno occupato la collina. E poi ci siamo noi, gli indios, che abitiamo da generazioni qui in cima e che ormai siamo dimenticati da tutti».
I disservizi che elencano sono numerosi: i compiti di nettezza urbana e di pulizia delle strade, per esempio, si fermano più in basso, lungo le strade principali, mentre per le vie secondarie «in vetta» si affidano alla buona volontà degli abitanti. E ancora, manti stradali totalmente dissestati che da anni attendono un adeguato rifacimento. E soprattutto pali della luce pericolanti che seriamente compromettono l'incolumità dei residenti. E qui le lamentale si fanno accese: «Appena c'è un po' di vento il rischio che qualche palo ci finisca in testa è concreto». Lungo via Poggetto di Sotto, i pericoli sono evidenti: un palo della luce è stato fissato solo grazie a una corda e solo dopo numerose segnalazioni in circoscrizione e ad Aster.
«Quando si ricordano di noi, per ogni questione - continuano gli abitanti - effettuano sempre e solo tappulli per situazioni di emergenza». Lavori iniziati e mai terminati insomma, come è dimostrato anche da transenne gettate in alcuni campi che avrebbero dovuto delimitare lavori mai conclusi per avvallamenti crollati durante giorni di pioggia.
«Eppure anche noi paghiamo le tasse e facciamo ancora parte del Comune di Genova. E anche noi - avvertono - andremo a votare».